Indagata direttrice di Banca gestiva i soldi del Pdl
La dirigente, sostiene il pm, aveva accesso ai conti grazie all’amicizia con Diana Prelievi in contanti, un investimento sospetto e denaro trasferito d’improvviso
CAGLIARI. Un viaggio a Firenze a giugno del 2010, a spese pubbliche, col presidente del gruppo regionale Pdl Mario Diana, un investimento di 200 mila euro proposto all’onorevole, un prelievo di 100 mila euro in contanti sul conto del gruppo senza la segnalazione prevista dalla norme antiriciclaggio e una grossa somma di denaro che ai primi guai giudiziari del politico oristanese prende la strada della Banca di Cagliari: la protagonista del nuovo filone d’indagine è la direttrice dello sportello del Banco di Sardegna al palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. Si chiama Rita Catani e il suo nome è stato iscritto in queste ore al registro degli indagati. Non è un nome nuovissimo, perché compariva già nelle carte del procedimento penale ed è stato il pm Marco Cocco, all’esame in aula di Diana, a chiedere all’ex onorevole quali fossero i rapporti tra lui e la dirigente bancaria: «Rapporti professionali» ha risposto Diana. Gli indizi raccolti dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri sembrerebbero dare forma a un rapporto stretto, dove il denaro del gruppo Pdl rappresenterebbe un interesse comune. Ed è seguendo la scia del denaro che la polizia giudiziaria ha scoperto l’amicizia tra Diana e la Catani: l’origine dei sospetti è un assegno tratto sul conto del gruppo Pdl e intestato all’agenzia di viaggi Gus Viaggi di Guspini, il corrispettivo di un viaggio Cagliari-Firenze per due persone. I carabinieri hanno trovato i biglietti aerei, i nomi sono quelli dell’onorevole Pdl e della direttrice. Entrambi dovranno chiarire la ragione di quella trasferta, ma la Catani dovrà dare spiegazioni anche su altro: l’investimento da 200 mila euro su un libretto di deposito, che Diana ha ammesso davanti al tribunale: «Me l’ha suggerito la direttrice del Banco». Infine un prelievo di 100 mila euro in contanti eseguito dal consigliere Sergio Obinu prima di Natale 2010: sarebbe il resto dei fondi annuali, da dividere tra i consiglieri. Rita Catani avrebbe dimenticato di segnalare l’operazione come stabiliscono le norme antiriciclaggio. La dirigente avrebbe dovuto chiedere e annotare la destinazione della somma, che invece è finita in tasche ignote. Un altro punto interrogativo è legato a un misterioso trasferimento di 50 mila euro da un conto del Banco di Sardegna alla Banca di Cagliari, appena poche ore dopo che Diana è finito in carcere per la vicenda delle penne Montblanc. Da dove provenivano, a chi appartenevano quei soldi e in quale conto sono finiti? Sono le domande cui il seguito dell’inchiesta dovrà dare le risposte. Il prossimo 21 giugno Mario Diana sarà interrogato ancora una volta davanti al tribunale, il pm Cocco potrà sentirlo anche su questi aspetti.
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