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Roma si scopre 5 Stelle e il Pd spera nei quartieri

Roma si scopre 5 Stelle e il Pd spera nei quartieri

ROMA. Il Partito democratico di Roma serra i ranghi e si prepara alla battaglia del ballottaggio, che vede il proprio candidato Roberto Giachetti sotto di 10 punti (24,9%) rispetto all’avversaria dei...

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ROMA. Il Partito democratico di Roma serra i ranghi e si prepara alla battaglia del ballottaggio, che vede il proprio candidato Roberto Giachetti sotto di 10 punti (24,9%) rispetto all’avversaria dei Cinquestelle (35,2%), cambiando strategia. Basta attacchi alla grillina Virginia Raggi (che prepara la sua giunta), ma attivarsi per motivare l’elettorato, cercando di portare al voto più persone possibile dai territori. Soprattutto dalle periferie, perché è lì, nelle zone considerate tradizionalmente di sinistra, che i Cinquestelle sembrano fare presa. Matteo Orfini e Roberto Giachetti hanno convocato al Nazareno tutti i candidati del Pd all’assemblea capitolina e alla presidenza dei municipi, assieme a parlamentari e consiglieri regionali eletti a Roma, per analizzare i risultati del primo turno e studiare la strategia per il 19 giugno. Obiettivo: puntare sul radicamento territoriale per cercare di sfruttare il traino dei municipi dove secondo i dem, il centrosinistra ha più spazi per intercettare il consenso. Dalle sezioni, molte delle quali commissariate da mesi proprio da Orfini, la risposta appare timida. E nella partita per il Campidoglio, scende in campo il capitano della Roma. Francesco Totti ha offerto un assist a Roberto Giachetti. Non ha apertamente detto il nome che indicherà sulla scheda, ma intuirlo è stato facile. Il numero 10 della Roma si è detto «sempre orgogliosamente a favore delle Olimpiadi nel 2024. Roma deve tornare ad essere una capitale mondiale. Dare ai nostri figli la speranza di rinascita è un dovere di tutti quelli che ci governano e ci governeranno». Facile capire a che si riferisse Totti, visto che la candidata dei Cinquestelle si è dichiarata contraria alle Olimpiadi, mentre Giachetti favorevole.

E se il mondo dello sport appare diviso sul ballottaggio, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini si schiera con M5S. Un’indicazione lanciata non solo agli elettori del Carroccio che nella Capitale ha preso il 2,7%, ma soprattutto a quelli del suo alleato, Fratelli d’Italia che grazie a Giorgia Meloni detengono un bottino di consensi considerevole: il 12,2%. «A Roma voterei la Raggi e lo stesso discorso vale per Torino», ha annunciato Salvini. Marchini non si schiera apertamente e chiede come condizione del proprio appoggio il calo delle tasse. E Stefano Fassina dopo il deludente 4,5% invece annuncia la scheda bianca: «Giachetti vuole tornare alla Roma degli anni duemila, che per noi è stata l'origine dei problemi odierni».

C’è poi il problema del voto disgiunto che avrebbe colpito come un’epidemia l’elettorato del centrosinistra. Dalle urne di domenica sono uscite schede diverse: quelle blu (per l’elezione del sindaco) che raccontano una città a trazione grillina. E quelle rosa (per scegliere i presidenti di municipio) dove il Pd appare in vantaggio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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