La Nuova Sardegna

Accoltella carabiniere, migrante ucciso

di Maria Rosa Tomasello
Accoltella carabiniere, migrante ucciso

Tragedia nella tendopoli vicino a Rosarno: il militare ferito a un occhio, la procura di Palmi ipotizza la legittima difesa

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ROMA. La morte è arrivata alle prime ore di ieri nell’inferno di tende e baracche di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, serbatoio dei braccianti di Rosarno, dove nel periodo della raccolta delle arance oltre mille persone si accalcano le une sulle altre in cerca di lavoro negli agrumeti, al soldo dei caporali. È in questa distesa di case di stracci montate dopo il 2010 dalla Protezione civile che Sekine Traore, 27 anni, cittadino del Mali, ha colpito al volto con un coltello un carabiniere intervenuto per sedare una lite, ha tentato di colpirlo ancora, ed è stato ucciso da un unico colpo di pistola sparato dal militare per evitare di essere aggredito ancora. Per la procura di Palmi è questa la versione più attendibile, sebbene ancora «in corso di approfondimento»: «Il contesto e la dinamica autorizzano a pensare, pur con tutte le cautele del caso e senza volere anticipare alcuna conclusione, che possa delinearsi una legittima difesa» afferma il procuratore Ottavio Sferlazza. Ma l’indagine non è chiusa: «Vanno prima valutati i risultati dell’autopsia, la traiettoria del colpo e le testimonianze».

Tutto inizia attorno alle nove quando, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i carabinieri vengono chiamati perché in una delle tende è in corso una rissa. Viene segnalata un’aggressione da parte di un giovane, che poi sarà identificato in Traore, ai danni di altri due abitanti del campo. Armato di un coltello da cucina seghettato, spiega la procura, l’uomo ha aggredito «per futili motivi, ancora poco chiari, forse connessi alla richiesta di una sigaretta», un cittadino del Burkina Faso, «ferendolo all’avambraccio sinistro». Il giovane si accanisce quindi contro un ghanese, «tentando di rapinarlo del borsello con circa 250 euro». I due, spaventati, si allontanano, qualcuno chiama il 112.

Quando la pattuglia arriva, trova il cittadino maliano «in evidente stato di alterazione psicofisica»: brandisce il coltello, colpisce le pareti della tenda, minaccia chi si avvicina. Arrivano una seconda pattuglia dei carabinieri e una della polizia, ma nonostante le richieste, Traore non abbandona il coltello e «dopo aver lanciato pietre e altri oggetti» contro gli agenti, «si avventa nuovamente contro i militari, colpendo uno di loro con un fendente al volto, all’altezza dell’occhio destro». Gli agenti cercano di bloccarlo, in quattro restano feriti, ma l’uomo non si ferma: si scaglia per la seconda volta contro il carabiniere, «che reagisce con un colpo di pistola» che raggiunge il giovane all’addome. La ferita è gravissima: Traore viene trasportato all’ospedale di Polistena, ma non ce la fa.

La tendopoli, che attualmente ospita 500 persone, torna tranquilla, ma è la situazione resta esplosiva. Il 7 gennaio del 2010, dopo il ferimento di due cittadini stranieri con una carabina ad aria compressa, Rosarno fu messa a ferro e fuoco in una notte di guerriglia urbana. La fabbrica dismessa in cui vivevano fu sgomberata e nacque la tendopoli allestita dalla Regione Calabria, una bidonville priva di gestione per mancanza di fondi.

Il sindaco di Rosarno chiede l’intervento del premier Matteo Renzi e del ministro dell’Interno Angelino Alfano: «Il migrante è morto in circostanze che si sarebbero potute evitare. Saranno le indagini ad accertare quanto è accaduto» ma il governo deve adoperarsi, dice, «affinché Rosarno non sia più considerato uno sgabuzzino dove ammassare la povera gente che scappa dal proprio Paese». E la Cgil invoca «soluzioni per l’accoglienza e una corsia preferenziale alla legge sul caporalato depositata in Senato», denunciando «le condizioni infernali» in cui centinaia di migranti sono costretti a vivere nella baraccopoli e a lavorare nei campi «sotto i talloni dei caporali e l’ombra della criminalità organizzata, sfruttati per pochi euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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