L’Asl unica agita la maggioranza
Pigliaru vuole approvare subito la legge, ma si rischia la palude dell’aula
CAGLIARI. Corre a una velocità doppia spinta dalla giunta. La riforma dell’Asl è uno dei pilastri portanti dell’azione di riforma immaginata da Pigliaru. Il governatore considera fondamentale la riduzione della complessa macchina delle Asl a una sola Azienda. Il motivo è quasi elementare. Dei 5 miliardi di bilancio della Regione 3,2 vanno via nelle spese per la sanità. Impossibile continuare a sostenere costi simili. Per questo Pigliaru vuole una sola Asl, con un solo direttore e un solo centro di spesa. Un’organizzazione che può solo passare da una legge approvata dall’aula. E se la rivoluzione del sistema in giunta è passato in modo agevole, anche se non tutti gli assessori la condividono, in consiglio potrebbe finire in una sorta di palude parlamentare. Pigliaru lo sa e in queste settimane ha continuato a fare una silenziosa, con i media, ma pressante, con i consiglieri, moral suasion. Ma in maggioranza non c’è l’unità. Nel Pd tutti voteranno la riforma. Molti più per spirito di disciplina che per reale convinzione. Tra gli alleati sono in tanti a chiedere modifiche. Il primo filtro sembra essere già saltato. La commissione sanità è stata riunita venerdì, per accelerare i tempi e tutti gli emendamenti sono stati ritirati. Ma chi si aspetta un passaggio morbido e rapido non conosce le strategie della politica. Il campo di battaglia sarà l’aula del consiglio. Là la legge metterà alla prova la compattezza della maggioranza. E sulla riforma la giunta Pigliaru potrebbe rischiare anche di cadere. I motivi sono semplici. I territori potrebbero percepire come una ulteriore perdita di potere la cancellazione delle Asl, dopo le province e la rifunzionalizzazione degli ospedali. Molti politici proprio sul sistema che gestisce la sanità, e i posti di lavoro, hanno costruito la loro carriera. E anche i manager potrebbero ribellarsi davanti a questa concentrazioni dei poteri in un unico uomo. E una delle contestazione è proprio nell’infinito potere che avrebbe il direttore generale della Asl unica. Da solo dovrebbe gestire un bilancio di oltre 3 miliardi di euro. Facile capire che le opposizioni aspetteranno la giunta per impallinare la legge. E si capisce anche la fretta dell’esecutivo Pigliaru che tenta quasi un blitzkrieg per far approvare il testo in aula.
Ma già dalla maggioranza arrivano le prime dichiarazioni. «Dobbiamo portare a casa una riforma – dice Roberto Deriu, Pd – che sia in grado di fermare la spesa sanitaria». Ma c’è chi chiede di ragionare sulla legge. «Serve un sistema sanitario che funzioni e non sperperi – riporta un documento firmato dal gruppo di Sel, Luca Pizzuto, Pietro Cocco, Eugenio Lai, Francesco Agus e Luciano Uras –. La commissione deve dare il tempo dei necessari per i confronti interni. Ci sono questioni aperte che devono essere affrontate. Come i diritti che riguardano gli assetti professionali del personale Asl. Nessun cittadino, nessuna zona della Sardegna si devono sentire trascurati. Riteniamo che l’iter nelle commissioni si possa concludere lasciando il tempo necessario alla discussione e al confronto politico. Poi la proposta avrà maggiore legittimità politica per essere approvata in via definitiva». (l.roj)
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