Divieto di compiti, presidi e politici divisi sull’ordinanza
Fa discutere il provvedimento sulle “vacanze obbligatorie” Bocciata l’ingerenza del sindaco ma la norma piace
SASSARI. Sì nel merito, no al metodo. Il divieto di compiti per le vacanze decretati con ordinanza dal sindaco di Mamoiada, Luciano Barone, non convince politici e addetti ai lavori. L’ingerenza sull’organizzazione scolastica viene bocciata da chi nella scuola ci lavora. «Stabilire come e quando fare i compiti non spetta al sindaco. E nemmeno al preside». Lo afferma Guido Tendas, sindaco di Oristano, e per 12 anni preside del liceo classico della città. La presa di posizione di Tendas arriva dopo che il collega di Mamoiada, prendendo spunto da una lettera di un professore marchigiano, Cesare Catà, che in occasione delle vacanze estive aveva invitato i suoi alunni a mettere da parte i libri e a dedicarsi solo a passeggiate, letture, film, balli. «Ma su quello sono più che d’accordo – afferma Tendas –. Da preside sono sempre stato contrario ai compiti per le vacanze. D’estate bisogna staccare, andare in campagna, fare la vendemmia, se si è un po’ più grandi fare anche qualche lavoretto. Dal punto di vista pedagogico i compiti sono assolutamente fuori luogo. Già durante l’anno non hanno senso, a meno che non si riesca a far passare il messaggio che attraverso i compiti può raggiungere determinati risultati. Se invece i ragazzi vengono caricati di compiti che poi non vengono nemmeno corretti allora li si vuole solo far soffrire».
Si definisce perplesso dal metodo Gigi Antolini, preside del liceo Mossa di Olbia. «Mi sembra un po’ inusuale – dice il dirigente scolastico –. Non capisco a che titolo un sindaco possa prendere una simile decisione. Nella mia scuola non lo posso fare neanche io. Sul merito, invece, posso anche essere d’accordo. Io sono contrario alle posizioni estreme, alle esagerazioni: compiti sì, compiti no. Bisogna discutere su cosa far fare ai ragazzi nei due mesi e mezzo dell’estate. Dare molti compiti comunque non ha senso: chi li fa arriva a settembre che già odia la scuola, chi non li fa, chi non li fa sa che tanto non glieli corregge nessuno. È un rituale che non serve a nulla». Scettica sull’iniziativa del sindaco di Mamoiada anche l’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Claudia Firino. «Non so quanto l’ordinanza possa avere valore, ma mi fa piacere che ci sia un sindaco che abbia a cuore quello che fanno i ragazzi del suo paese – afferma –. Io però auspico sempre buon senso, i giovani devono poter svolgere sempre attività utili e affascinanti e non è detto che i compiti non lo siano, che non valorizzino la creatività dei ragazzi».
Il provvedimento di Barone piace senza se e senza ma ai colleghi sindaci dei centri più vicini. «Una gran bella idea – dice Gigi Littarru, primo cittadino di Desulo –. I ragazzi devono vivere, loro che possono». «Oggi ho firmato un’ordinanza per l’abbattimento di un maiale colpito dalla peste suina – scrive su Facebook Stefania Piras, sindaco di Oniferi –. Molto meglio l’ordinanza sui compiti. Neanche io ai miei tempi avrei voluto farli».
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