Finanziaria, centrodestra all’attacco
L’impugnazione da parte del governo: Cappellacci e Tedde (FI) chiedono chiarezza
CAGLIARI. Ce lo aspettavamo, ha detto subito dopo la decisione del Consiglio dei ministri l’assessore al Bilancio Raffaele Paci. L’impugnazione della legge finanziaria in quattro punti non impensierisce il vicepresidente della giunta regionale, che parla di tecnicismi risolvibili e che non pregiudicano l’ossatura del documento contabile.
Una serenità che non convince gli esponenti dell’opposizione di centrodestra, che chiedono chiarezza sulle conseguenze della impugnativa da parte del governo «su un eventuale accoglimento o sui correttivi che intende adottare». Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, dice che «per quanto riguarda i rilievi sulla norma relativa alla copertura del disavanzo di 31,5 milioni di euro è difficile credere alla tesi dell’errore puramente formale sostenuta dalla Giunta Pigliaru. In tal caso il ministero delle Finanze si sarebbe limitato a chiedere le necessarie correzioni e la Giunta non avrebbe avuto difficoltà ad accoglierle, se fosse vero che non incidevano sui conti e non si sarebbe perso inutilmente. Invece, nonostante gli ottimi rapporti di sudditanza tra Pigliaru e Renzi, il Governo ha deciso per l’impugnativa: evidentemente Palazzo Chigi ritiene che invece ci siano delle conseguenze sul bilancio. Ora – conclude l’esponente azzurro – il presidente della Regione non giochi a nascondino e chiarisca subito in Consiglio la posizione della Giunta».
Anche Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, chiede una presa di posizione immediata a Pigliaru, accusato di ritirare «i ricorsi utili per difendere i soldi della Sardegna dalle scorribande del Governo» di imbarcare la Regione «in conflitti dannosi ed evitabili. Forza Italia in aula aveva più volte rilevato l’illegittimità costituzionale di molte norme della Finanziaria, fra le quali quella che prevedeva arrogantemente l'impignorabilità riguardo ai “fondi, di qualunque natura, messi a disposizione da parte dello Stato, della Regione o dell'Unione europea in favore degli enti locali, delle loro associazioni e dei loro consorzi ed unioni, dei consorzi industriali provinciali e dei consorzi di bonifica, in quanto siano specificatamente destinati alla realizzazione di opere pubbliche delegate dalla Regione”. Ma la Giunta è andata avanti pervicacemente verso la propria strada. Siamo stati allora costretti a chiedere al Governo – che ha accolto la nostra istanza – di ripristinare le regole con una impugnazione davanti alla Corte Costituzionale. La giunta Pigliaru e la sua maggioranza pretendevano di modificare le norme del codice di procedura civile – denuncia l'ex sindaco di Alghero – scardinando la competenza esclusiva che la Costituzione attribuisce in questa materia allo Stato».
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