La Nuova Sardegna

LA REPLICA»IL GESTORE UNICO

di Claudio Zoccheddu

SASSARI. È al centro del mirino ma non è la prima volta che Abbanoa e il suo amministratore unico Alessandro Ramazzotti recitano il ruolo dei bersagli. Questa volta la sommossa arriva da più fronti:...

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SASSARI. È al centro del mirino ma non è la prima volta che Abbanoa e il suo amministratore unico Alessandro Ramazzotti recitano il ruolo dei bersagli. Questa volta la sommossa arriva da più fronti: i detrattori attaccano dal sassarese, dal nuorese e dall’oristanese. Il menù è vario e comprende alcuni tra i tormentoni storici nel rapporto con gli utenti: c’è la raccolta delle firme per chiedere l’uscita del comune di Oristano da Abbanoa ma c’è anche il ritorno di fiamma di don Pietro Borrotzu, parroco e presidente dell’associazione della Carta di Zuri, verso la disubbidienza nei confronti del pagamento dei conguagli regolatori. Infine ci sono i primi squilli della rivolta degli utenti sassaresi, preoccupati dai disservizi causati dai lavori al depuratore del Bidighinzu.

«Quella di Oristano è una campagna orchestrata da chi ha smesso i panni del rappresentante dei consumatori per indossare quelli del politico», commenta Alessandro Ramazzotti, «per fortuna il sindaco Tendas mantiene la sua posizione, frutto di una scelta lucida. È la legge a imporre l’adesione agli ambiti territoriali, non è un’idea di Abbanoa». Sul successo delle raccolta delle firme, Ramazzotti è lapidario: «È uno dei territori con la più alta percentuale di utenti morosi, un terreno fertile per chi dice di non pagare».

Per avvalorare la sua tesi, l’amministratore unico ha citato il caso dei 32 comuni dissidenti che hanno resistito all’entrata nel circuito di Abbanoa: «Hanno lottato ma dovranno rientrare nelle gestione integrata. Lo dice la legge».

Un altro fronte caldo è quello del nuorese, dove la protesta contro il pagamento dei conguagli regolatori è stata ripresa dal presidente della Carta di Luri, don Pietro Borrotzu: «Rispetto don Borrotzu ma gli vorrei dire che prima di fare il paladino dovrebbe pagare le bollette», dice ancora Ramazzotti, «purtroppo molte parrocchie di Nuoro non pagano l’acqua che consumano e non mi sembra che questo sia un buon esempio. Con le diocesi di Cagliari e Tempio, invece, abbiamo trovato un accordo che viene rispettato». L’ultimo messaggio è indirizzato proprio a don Borrotzu: «Porta aventi una battaglia molto simile a quella condotta contro i depositi cauzionali. In quel caso sappiamo tutti come andò a finire ed era stato proprio il tribunale di Nuoro a indicare la parte della ragione». La disubbidienza, secondo Alessandro Ramazzotti, è un atteggiamento destinato a non creare alcuna convenienza: «Dico ancora due cose, la prima è che abbiamo ricevuto 90 milioni di prestito dalla cassa Conguaglio per poter rateizzare i pagamenti. Non credo che ce l’avrebbero concesso se ci fossero stati dubbi sulla legittimità della richiesta. Poi, c’è il metodo della protesta: «Se ritengono che Abbanoa non funzioni, chiedano le dimissioni dell’amministratore. L’intenzione di non pagare è controproducente per gli utenti che vanno incontro a rischi inutili.

Infine, il capitolo Bidighinzu: «Capisco che possa spaventare ma i lavori alle quattro vasche del depuratore rappresenteranno la svolta per Sassari che potrà finalmente utilizzare acqua di qualità. Fino a pochi anni fa l’acqua veniva chiusa tutte le sere, quando avremo finito al Bidighinzu ci sarà acqua corrente 24 ore al giorno. Possiamo già dire che questo è il segnale del nuovo corso di Abbanoa».

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