La Nuova Sardegna

Un’estate a secco a Sassari

di Luigi Soriga

Per 2 mesi acqua con il contagocce. Indispensabile per migliorare il servizio

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SASSARI. Per Sassari saranno due mesi d’inferno, con i rubinetti molto avari di acqua. I lavori preannunciati da Abbanoa al potabilizzatore del Bidighinzu (che cominceranno domani) metteranno in ginocchio diversi quartieri della città, e i disagi per le famiglie saranno notevoli.

Infatti si parla di interruzioni idriche che vanno dalle 15 alle 4 del mattino, tredici ore all’asciutto, una fascia talmente estesa da costringere chiunque a dotarsi di un serbatoio e di un autoclave. E non più di un contenitore da 500 litri da posizionare magari su un terrazzo. Per coprire una giornata intera una famiglia ha bisogno di una scorta ben più capiente: dove può sistemare un simile serbatoio?

Insomma, dopo il problema della rete colabrodo, con la metà della risorsa che si perde per strada, e dopo i continui sforamenti dei parametri di qualità dell’acqua, dovuti al rilascio dei detriti da parte di condotte in condizioni pietose, Sassari è diventata la città simbolo del braccio di ferro con Abbanoa.

Dopo la trentaduesima ordinanza di non potabilità e del divieto di consumo idrico per uso alimentare, lo stesso sindaco Nicola Sanna ha deciso di denunciare il gestore per interruzione di pubblico servizio. Ora l’intervento al potabilizzatore, necessario e programmato da tempo, fa riprecipitare tre quarti della città nell’incubo siccità. Come farà una famiglia che rientra dal mare? O chi ritorna da una giornata di lavoro? Lavarsi con il contagocce in piena estate è un supplemento di pena ad un utente già condannato ingiustamente a scontare disagi decennali.

A questo punto è lecito chiedersi: perché eseguire i lavori proprio in questi mesi? Questioni tecniche o finanziamenti in scadenza? I consumi in estate sono molto maggiori, e più consumi significa anche interruzioni prolungate. Abbanoa dà questa spiegazione: «L'impianto Bidighinzu è obsoleto, non adeguato a trattare le acque del bacino omonimo: dove serviva un alambicco sofisticato è stato costruito un colino.

Le caratteristiche delle acque grezze disponibili nel bacino sono tra le peggiori in Sardegna. Si aggravano soprattutto nei periodi caldi, quando proliferano le alghe e diventano di difficile trattabilità anche per impianti più complessi. I lavori da eseguire sono urgenti, non procrastinabili e fanno parte di un piano generale di revamping degli impianti, definito dalla ingegneria manutentiva di Abbanoa e inserito nelle priorità 2016. Non si tratta di finanziamenti in scadenza. Si tratta invece di una precisa sequenza di interventi, correlati tra impianti e reti, definiti da Abbanoa per recuperare - attenuando al minimo i disagi - i danni creati dalle mancate manutenzioni dei precedenti 20 anni».

Ma Abbanoa ha in carico la gestione e la manutenzione degli impianti da 10 anni a questa parte, e spetta a lei chiedere a Egas le risorse per gli interventi. Come mai le vasche vengono pulite solo ora e ci si ricorda adesso delle manutenzioni? «Noi le richieste le abbiamo fatte dal 2010. Ma non spetta a noi la programmazione». I lavori adesso riguardano i due chiariflocculatori realizzati nel 1990, che da allora non hanno mai avuto un trattamento di manutenzione straordinaria. «Il periodo migliore per attuare l'impermeabilizzazione è nei mesi più caldi e non piovosi, per il motivo che le parti a bagno asciughino in fretta e il prodotto impermeabilizzante si secchi velocemente». Vien da chiedersi come faranno in nord Italia o in nord Europa, con temperature ben più rigide.

Ma questi sono dettagli. Il problema vero è che un intervento in estate costringe a misure drastiche, che affliggeranno soprattutto Sassari, dove la chiusura del serbatoio di via Milano è prevista dalle 15, mentre negli altri comuni si parla di interruzioni dalle 21. Ma in questo caso sono le perdite e gli alti consumi a determinare la durata degli stop. Magari si poteva pensare però a ridurre le forniture ai paesi limitrofi per poter riuscire ad aumentare le ore di erogazione a Sassari. O magari, per distribuire più democraticamente i disagi, prevedere turnazioni di erogazione nelle varie parti della città e nei paesi limitrofi. O ancora razionare il disagio chiudendo più ore le zone con più consumi e perdite, invece di agire a monte dal serbatoio di via Milano. C'è una mappatura della rete che consente manovre di questo tipo?

«Non abbiamo possibilità di gestire una rete intelligente (ben distrettualizzata, regolata e tecnologicamente presidiata) per il semplice fatto che la rete di Sassari non lo è. Avete visto cosa c'è sotto terra. Abbiamo trovato poco know how Il punto che comporta meno sacrifici in termini di stress delle condotte è via Milano perché in tutti gli altri punti in cui avviene la distribuzione di Sassari sarebbe impossibile effettuare regolazioni di questo tipo». E quello di Sassari potrebbe essere un banco di prova per tutti gli altri comuni, perché la questione delle reti e degli impianti degradati, ai quali si aggiunge la mancanza di un quadro conoscitivo dettagliato e puntuale delle condotte, (mappature perse, non effettuate o non utilizzate) è uno scenario ricorrente.

«Attendiamo ora da Egas di sapere cosa prevederà il sistema tariffario e degli investimenti per Sassari e per gli impianti, oltre che ovviamente per tutti gli altri comuni della Sardegna».

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