La Nuova Sardegna

LA difesa di pinna

«Annullare la custodia in carcere»

«Annullare la custodia in carcere»

L’avvocato Marras: non ci sono prove, l’8 maggio Masala era vivo

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Ieri il Tribunale del riesame si è riservato di decidere sull’istanza presentata dall’avvocato Agostinangelo Marras che difende Paolo Enrico Pinna. Il penalista sassarese aveva chiesto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare «per assenza di gravi indizi».

Sono sostanzialmente due i punti presi in esame dal legale che è partito da una valutazione considerata fondamentale nelle sue argomentazioni, fin dal primo momento: «Manca la prova dell’omicidio di Stefano Masala – ha spiegato il penalista – e questo lo si può dire ancora di più perché finora non è stato trovato il corpo del giovane di Nule».

Poi Marras si spinge più in là, citando una testimonianza agli atti dell’inchiesta, secondo la quale Stefano Masala sarebbe stato visto a Pattada la sera dell’8 maggio 2015, intorno alle 21.30.

«Questo potrebbe voler dire che il giovane era ancora vivo, e che quindi non è stato ucciso la sera tra il 7 e l’8 maggio per rubargli l’auto da utilizzare per l’omicidio di Gianluca Monni a Orune, mettere in bella mostra la Opel Corsa per fare ricadere le colpe del delitto proprio su Masala». Secondo l’avvocato, dovrebbe essere riverificato l’impianto accusatorio.

L’altro punto sul quale ha concentrato la sua attenzione Agostinangelo Marras riguarda il suo assistito e quella che chiama «l’inattendibilità della deposizione di Paolo Enrico Pinna».

Secondo il legale, Pinna è stato sentito quasi subito come persona informata dei fatti, ma in realtà in quella fase «doveva essere già indagato, quanto meno per la storia della pistola che - come confermato da diversi testimoni - aveva estratto nella famosa festa di Cortes Apertas a Orune, dove ci fu la lite tra orunesi e nulesi. Quindi non poteva essere ascoltato con la qualifica di persona informata sui fatti». (g.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative