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Centrosinistra in crisi Asl unica verso un rinvio

Centrosinistra in crisi Asl unica verso un rinvio

Dopo lo strappo di Sel, otto consiglieri di maggioranza chiedono un confronto Vertice la prossima settimana, ai primi di luglio il voto sulla riforma

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CAGLIARI. La botta è stata sentita da tutti e a spegnere le fiamme divampate intorno l’Asl unica si sono messi in tanti. Il centrosinistra è in crisi, ma la crisi non ci sarà, anche se i rapporti fra il presidente Pigliaru e Sel, che ha acceso il fiammifero, continuano a essere complicati. Lo strappo c’è stato eccome, ma una soluzione la maggioranza vuole trovarla. Potrebbe essere questa: il rinvio di quindici giorni della riforma, che a questo punto entrerebbe in vigore ad agosto, alcune correzioni condivise sulla bozza presentata dalla Giunta e voto veloce in aula a cavallo fra fine mese e i primi di luglio. È un compromesso ma dovrebbe andare bene e sarà sancito da un vertice di maggioranza, allargato ai partiti, che Pigliaru convocherebbe all’inizio della prossima settimana. Se l’intesa sarà questa, il centrosinistra dovrebbe ricompattarsi intorno all’Asl unica e nessuno avrà perso la faccia, o si sarà «fatto troppo male» nello scontro.

Primo segnale di pace. È arrivato dopo la mattinata al calor bianco di martedì, da otto consiglieri regionali della maggioranza. «Non c’è nessun preconcetto negativo contro l’Asl unica», hanno scritto in un comunicato congiunto Daniele Cocco, Francesco Agus, Eugenio Lai di Sel, Emilio Usula e Paolo Zedda dei Rossomori, Pierfranco Zanchetta e Antonio Gaia dell’Upc e Raimondo Perra, presidente socialista della commissione Sanità del Consiglio. Fra le firme doveva esserci anche quella Luca Pizzuto (Sel) ma il coordinatore regionale del partito all’ultimo ha preferito sfilarsi. Comunque la presenza di Sel – che martedì invece da sola era stata molto dura con Pigliaru – ha fatto capire subito che la burrasca stava per allontanarsi. Così è stato ma gli otto hanno scritto anche che non potrà esserci neanche un sì incondizionato. Perché è indispensabile prima un confronto e anche tanta condivisione. «Il dibattito sulla sanità – hanno scritto gli otto – non può essere chiuso a riccio tra i palazzi della Giunta e del Consiglio ma aperto a chi le riforme le vive sulla propria pelle». Subito dopo: «Le scelte coraggiose che siamo chiamati a fare devono essere ragionate e pesate sino all'ultima virgola. Dietro l'angolo c'è il rischio di sbagliare, errore due volte più grave dello stare fermi quando si parla di sanità pubblica». Tra le perplessità messe sul tavolo dal gruppo: l'organizzazione territoriale, la gestione e valorizzazione del personale, la sostenibilità economica della riforma. Punti su cui per trovare l’accordo potrebbero essere decisivi gli emendamenti presentati a suo tempo e poi congelati dal Partito dei sardi e dal Centro democratico, che non hanno firmato il documento degli otto ma da sempre sono molto avanti nel proporre correzioni senza per questo riscrivere da capo la legge.

Secondo segnale di pace. Letto il comunicato, è stato Pietro Cocco, capogruppo del Pd, a riaprire le porte del dialogo. «È evidente – ha scritto – la necessità di una maggiore condivisione della riforma, a cui peraltro il presidente della Regione si è già detto disponibile». Dunque, il prossimo passaggio dovrà essere un vertice di maggioranza allargato «per chiarire al più presto le nostre posizioni» perché «i sardi non ci perdoneranno l'assenza di coraggio su uno dei temi fondamentali per la nostra Isola». Poi: «Nelle recenti riunioni sul futuro della sanità non sono emerse particolari posizioni di distanza sul contenuto della legge, e pertanto, ritengo possibile e necessario creare ulteriori momenti di ampia riflessione, partecipazione e d’incontro con Pigliaru e gli assessori». A questo punto è chiaro: nel vertice il centrosinistra laverà i panni sporchi in casa, ma in aula arriverà compatto sull’Asl unica.

La replica. Il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, ha risposto alla lettera con cui il capogruppo di Fi Pietro Pittalis rivendicava un ruolo non da passacarte per il Consiglio. La sintesi è questa: «Finora non ci sono state violazioni di legge e neanche dei regolamenti». (ua)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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