La Nuova Sardegna

«Si stava meglio quando l’ente non esisteva»

Sfogo di Tendas (Oristano). Denuncia dai centri più piccoli: la gente non paga perché non ha soldi

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CAGLIARI. Parlare di conguaglio sembra prima di tutto un errore psicologico: come si fa a sostenere che c’erano costi mai contabilizzati i quali, ora, devono essere pagati quando, per anni, gli utenti hanno ricevuto bollette dove c’era scritto «i pagamenti delle fatture precedenti risultano in regola»? A domandarlo è Gianfranco Cappai, sindaco di Selargius. E, sempre a proposito di psicologia del consumatore, come si fa a fidarsi di «conguagli misteriosamente costruiti», chiede Carla Medau, sindaco di Pula. E perché non si ha notizia dell’impegno di stanare chi consuma l’acqua e non la paga, visto che i sindaci hanno anagrafi efficienti e non ci vuol nulla a incrociare i dati ? Molti contributi sono arrivati dai sindaci giunti da tutta l’isola per ascoltare Abbanoa, Egas, Regione per la prima volta riuniti (dall’Anci) in un tavolo pubblico di discussione sulla nuova mazzata dell’ulteriore conguaglio. Mazzata non è il termine giusto nella realtà perché stavolta non si tratta di cifre elevate, ma rende bene l’idea di come sia malpercepito tutto ciò che arriva dal gestore unico idrico regionale. Omar Hassan, sindaco di Modolo: «Nel mio Comune, autonomo per l'approvvigionamento idrico, l'Authority ha autorizzato tariffe più basse di quelle di Abbanoa». Guido Tendas, sindaco di Oristano: «Sono già state raggiunte mille firme per chiedere il referendum per uscire da Abbanoa, quando non c'era Abbanoa Oristano non aveva problemi». Laila Dearca, sindaco di Teti: «Sono una di quei sindaci che ha emanato ordinanze contro gli slacci di Abbanoa. Nelle bollette pazze la rateizzazione così come la propone Abbanoa non basta: su 5mila euro, i 1.500 euro richiesti subito, troppe famiglie non li hanno». Stefano Delunas sindaco di Quartu: «C'è da intraprendere un'azione dura contro gli evasori. A Quartu ci sono 25mila utenti ma l'acqua la pagano solo 7mila famiglie». Massimo Zedda, sindaco di Cagliari: «È un bene che la Regione stia investendo in Abbanoa, ma questo arriva dopo troppo tempo. Io dico che bisogna avviare una procedura per aiutare i cittadini immersi nei problemi». Fausto Orrù, sindaco di Gonnosfanadiga: «Il problema per la maggior parte dei cittadini è che non può pagare. Il 45 per cento della popolazione è in queste condizioni». Pietro Carbini, sindaco di Santa Maria Coghinas: «Sto collaborando con Abbanoa e quando è arrivato un cittadino con una bolletta da 9mila euro si è concordata la dilazione, ma non si possono pretendere interessi di 3.500 euro, è inaccettabile». Mario Calia. sindaco di Lula: «Ai cittadini bisogna dire di pagare perché altrimenti staccano l'acqua. A livello istituzionale dovrebbe esserci e impegno per rimediare alle carenze del passato e del presente: dobbiamo pagare come potabile anche l'acqua che non lo è, non è accettabile». (a.s.)

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