Trentamila contro don Pusceddu per la predica anti gay pubblicata su Youtube

L’home page del sito che raccoglie le firme contro don Pusceddu

Decimoputzu, una petizione online per chiedere le dimissioni del parroco

DECIMOPUTZU. Probabilmente l’avrebbe dovuto mettere in conto sin dai primi momenti. Diffondere quel sermone sul suo canale Youtube lo avrebbe esposto alla gogna dei media e delle tantissime persone che non la pensano come lui. Don Pusceddu, però, non si è fermato ed è andato dritto per la sua strada salvo poi cercare una spiegazione più distensiva per quelle parole che avevano destato scalpore e indignazione, Un tentativo di salvataggio che non ha raggiunto lo scopo, al punto che da tutta Italia sono piovute reazioni sgomente e critiche durissime.

A fare la conta di quelli che hanno sentito parole offensive verso i gay, sebbene fossero estrapolate da un passo di San Paolo, è stata Aleksandra Matikj, rappresentante ligure del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” che ha lanciato una petizione online sul sito change.org. La mission è decisamente chiara: chiedere le immediate dimissioni di don Massimo Pusceddu, il parroco di Decimoputzu che da qualche giorno ha attirato critiche e insulti ma anche qualche sporadico attestato di fiducia, arrivato dai suoi parrocchiani.

Il responso del web è stato però impietoso nei confronti del parroco: in pochi giorni – la petizione è online dal 14 giugno – il partito dei contrari ha messo una sull’altra più di 30mila firme. Un numero che, anche ieri sera, cresceva sensibilmente a ogni refresh della pagina.
«Le parole di don Massimiliano Pusceddu sono inaccettabili», scrivono i responsabili del comitato, «se non si sarà dimesso entro breve tempo probabilmente faremo un richiamo alle autorità giudiziarie».

Nel frattempo, le firme saranno consegnate Papa Francesco che, al contrario di don Pusceddu, ha sempre dimostrato una posizione più tenera rispetto alle minoranza, politiche o di genere.

La petizione ha avuto anche un impatto politico e alle reazioni indignate della prima ora di alcuni esponenti si sono aggiunte quelle di diversi rappresentanti di Sel, del Pd ma soprattutto della comunità San Benedetto fondata da don Andrea Gallo.

Un dettaglio che potrebbe non preoccupare un prete sopra le righe come don Pusceddu che, forse merito della passione per la boxe, è un incassatore di livello e non ha fatto una piega nemmeno quando è stato rinviato a giudizio per un fatto di qualche anno fa, quando avrebbe minacciato con una pistola il marito di una sua parrocchiana, che gli aveva confessato i suoi problemi di coppia(c.z.)

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