La Nuova Sardegna

Il vertice blinda l’Asl unica

Dopo la rivolta, il centrosinistra ritrova l’unità: ci saranno correzioni ma condivise

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CAGLIARI. Il giuramento è solenne: «Sulla sanità e le Asl non faremo una riforma pasticciata». Dopo due ore abbandonanti di vertice e chiarimenti allargati ai consiglieri regionali e ai partiti del centrosinistra, è il presidente Francesco Pigliaru a prendere l’impegno. Certo, all’orizzonte (sarà da agosto in poi) c’è sempre quello che già c’era: l’Asl unica, ma riveduta e corretta come sollecitato e preteso dal Pd fino al più piccolo degli alleati. È questo l’esito di un confronto che, nel centrosinistra, pare aver spazzato via le nubi pesanti della crisi, per lasciare spazio – da domani e fino al 28 luglio – a un tavolo tecnico che dovrà conciliare la prima bozza della Giunta con gli emendamenti presentati o annunciati a voce da Pd, Sel, Partito dei sardi, Cd, Upc-Psi, Rossomori e altri ancora. Non sarà facile, in qualche caso sembra impossibile che possa accadere, ma la promessa comune adesso c’è. In una frase sola: «Ogni aggiustamento dovrà essere condiviso», ha fatto sapere Raimondo Perra (Psi), presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale incaricata di licenziare il testo da portare in aula a fine luglio. E se così non fosse? La risposta di Pietro Cocco, capogruppo del Pd, è stata questa: «Da parte di tutti, nessuno escluso, è stata dichiarata piena disponibilità per arrivare al più presto al varo dell’Asl unica. Se ci dovessero essere problemi, la coalizione deciderà a maggioranza, ma non credo ci sarà bisogno di votare. Il chiarimento c’è stato ed è definitivo». Sarà così anche per Sel, che pochi fa aveva sollevato fa il coperchio del pentolone dei malumori interni alla maggioranza, e gli otto consiglieri regionali ancora di Sel, più l’Upc-Psi e Rossomori più critici di altri sul disegno di legge della Giunta. Sarà così anche da domani per Partito dei sardi, il primo a presentare un’alternativa all’Asl unica, e Centro democratico, l’ultimo a depositare un riscrittura molto articolata della riforma. L’accordo raggiunto è questo e da oggi non ci saranno fughe in avanti ma neanche passi indietro.

Tutti presenti. All’attesa verifica i partiti della coalizione dal Pd al Pdci si sono presentati dal primo fino all’ultimo. Con delegazioni rinforzate da parlamentari, segretari regionali o cittadini ed esperti. Anche la Giunta si è presentata in forze: dal presidente Pigliaru, all’assessore alla Sanità Luigi Arru, dal capo di gabinetto Filippo Spanu a una nutrita rappresentanza di funzionari e consulenti del governatore. Vuoi anche per la sconfitta elettorale alle amministrative all’inizio erano in molti a essere tesi. Poi con il passare delle ore e forse perché non hanno parlato di ballottaggi, verifica politica e rimpasto in Giunta – non erano all’ordine del giorno della riunione, lo saranno delle prossime – il «clima è stato sereno», dirà uno dei testimoni.

Le differenze. Se il patto del lunedì reggerà, lo si scoprirà da domani in poi, quando spetterà il tavolo tecnico limare le differenze che esistono fra la bozza della Giunta e gli emendamenti. Ad esempio sui poteri del super direttore generale o l’Azienda emergenza -urgenza: sarà dentro o fuori l’Asl unica? Oppure sulla sede, in bilico fra Oristano, Sassari e Nuoro, o sul ruolo che dovranno avere gli ospedali del Centro Sardegna rispetto alle eccellenze del Brotzu, a Cagliari, e dell’Azienda universitaria, a Sassari. O perché no anche su quante dovranno essere e che autonomia finanziaria avranno le sotto -aree. Il lavoro da fare è molto.

Il governatore. «Le modifiche ci saranno – ha detto Pigliaru – ma non in conflitto con la visione generale della Asl unica. Di cui la Sardegna ha bisogno perché è necessario molto più controllo su costi e servizi. Tutti gli altri sono dettagli tecnici e saranno coerenti con il modello che ci siamo dati a dicembre in maggioranza». Le complicazioni – definite così dagli alleati – ci sono ancora ma l’Asl unica ormai è stata più che blindata dal centrosinistra. (ua)

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