«Speriamo nella firma con gli arabi»
La crisi è scongiurata, o perlomeno allontanata. Il report di Bankitalia è stato il classico sospiro di sollievo di chi ha rischiato grosso ma se l’è cavata sul filo di lana. È così che...
La crisi è scongiurata, o perlomeno allontanata. Il report di Bankitalia è stato il classico sospiro di sollievo di chi ha rischiato grosso ma se l’è cavata sul filo di lana.
È così che Confindustria ha reagito alla leggera crescita del Pil sardo segnalato dalla Banca d’Italia: «Perlomeno non c’è stata un’ulteriore caduta ma, al contrario, si parla di un labile segno di ripresa che non ci ha stupito», ha detto il presidente di Confindustria, Alberto Scanu (foto), «avevamo ottenuto lo stesso dato da un’indagine del 2015 condotta su un campione di cento aziende. Ovviamente, non possiamo certo fermarci su questo dato perché dobbiamo lavorare». Per fare in modo che il +0,3 per cento possa diventare un numero più rotondo Confindustria ha isolato tre punti cardine: «Migliorare i trasporti, rimodulare la politica energetica e attuare un ferreo controllo del territorio attraverso gli strumenti urbanistici», ha detto ancora Scanu che ha molta fiducia nel primo segnale positivo arrivato dopo anni, «non credo che questa ripresa possa essere rilevante o duratura. Il settore delle costruzioni perde il 60 per cento del fatturato mentre la crescita del turismo è legata a condizioni internazionali particolarmente favorevoli». Una combinazione resa più esplosiva dalla crisi di Meridiana e dal calo dell’occupazione giovanile: «Per dare spazio ai giovani bisognerebbe anticipare l’uscita dal mondo del lavoro di chi ha già un posto, in modo da favorire il turnover. Inoltre, dobbiamo scommettere sull’innovazione e sulle start up che puntano al digitale e al settore manufatturiero 4.0», afferma ancora Scanu prima di affrontare il tema più attuale, «attribuiamo una grande importanza alla possibilità che Meridiana entri in un gruppo più grande. Tra il salvare molti posti di lavoro e salvarne pochi c’è una grande differenza. Speriamo proprio che le parti riescano a trovare un accordo che possa essere soddisfacente per l’azienda e per i lavoratori. Per raggiungerlo, però, è il caso che non si verifichi alcun irrigidimento durante la trattativa». (c.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
