Il piano B: mille lavoratori licenziati
In assenza dell’intesa rimarrebbero a Olbia soltanto tre aerei, primo passo verso la chiusura
OLBIA. Il piano B c’è. Lo conosce l’Aga Khan, lo conoscono anche il Governo e i sindacati. Senza l’intesa con Qatar Airways, Meridiana licenzierà quasi mille dipendenti (su 14000), e passata l’estate volerà con soli tre aerei, il primo passo per la chiusura della compagnia aerea di Olbia, dopo 53 anni di vita. A favore dell’altra compagnia, Air Italy: meno costosa, più competitiva, anche più appetibile per Qatar Airways. Agli arabi, dopo tutto, interessa avere due cose: una compagnia con licenza italiana per volare liberamente in Europa e tra Asia e America (e Air Italy ce l’ha), e il via libera del Governo (e del parlamento) per volare altrettanto liberamente, con i suoi di aerei, da Doha a Roma, Milano e in un altro aeroporto. Se uscirà di scena ora, Qatar Airways potrebbe dunque tornare in un secondo momento.
Che questo sia il piano, lo testimoniano le dichiarazioni del presidente di Meridiana, Marco Rigotti, e del capo di Qatar Airways, Akbar Al Baker. E il ragionamento fatto proprio da Rigotti al viceministro dello Sviluppo Teresa Bellanova (Pd), lo scorso 20 giugno.
Cominciamo dalla prime. Il 24 maggio Rigotti ha mandato una lettera a tutti i dipendenti di Meridiana. Il messaggio era chiarissimo: in assenza di un’intesa con Qatar Airways, l’Aga Khan è «persuaso che non vi sia alcuna utilità nel continuare a finanziare la prosecuzione di un’attività in perdita». Mai, l’Aga Khan, aveva fatto mettere nero su bianco che - dopo quasi dieci anni passati a spendere centinaia di milioni per coprire i buchi - avrebbe smesso di finanziare la sua compagnia, decretandone così la fine. Pochi giorni dopo, il 1 giugno, parlando a Dublino, Al Baker ha rafforzato questo concetto: «L’attuale proprietario di Meridiana potrebbe non finanziare più Meridiana dopo la fine di giugno».
Solo parole. Per alcuni sindacati, sì. Per alcuni dipendenti, sì. Tutti convinti che sia terrorismo psicologico, che l’Aga Khan non farà mai fallire Meridiana perché gli costerebbe centinaia di milioni.
Tutto un bluff? No, la prospettiva è proprio questa: la chiusura di Meridiana. Il Governo lo sapeva, lo temeva, e se l’è sentito ripetere con forza da Rigotti la sera del 20 giugno, quando è stato chiamato in fretta e furia a Roma dal ministro Bellanova.
È a quel punto, a Palazzo Chigi, che è scattato l’allarme rosso. Soprattutto perché Qatar Airways - stanca dei rinvii dei sindacati sul nuovo contratto e sugli esuberi - ha mollato la trattativa. Annullando, proprio quel giorno, un vertice a Doha con Rigotti. E chiudendo tutti i canali di comunicazione.
La Bellanova ha reagito con durezza, definendo l’indomani i manager di Meridiana «incompetenti e inadeguati». Il ministro Delrio si è messo al lavoro sfruttando i suoi canali: il Governo sta per concedere a Qatar Airways la libertà di volare in Italia da Doha (c’è un disegno di legge appena approvato), questo ha avuto un peso nel richiamare Qatar Airways alla trattativa.
Ieri, poi, l’intervento di Renzi. Che ha rassicurato Al Baker sugli impegni del Governo a favore di Qatar Airway, con quest’ultima pronta a prendere il 49% di Meridiana, alle sue condizioni. Troppo dure, inaccettabili per i sindacati. Con la fine della trattativa vicina (oggi si saprà) e quella di Meridiana anche. (g.pi.)
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