La Nuova Sardegna

Meridiana, il Qatar pronto a lasciare

di Guido Piga
Meridiana, il Qatar pronto a lasciare

I sindacati respingono la proposta. La compagnia di Doha vicina al passo indietro: ultime ore per evitare oltre 700 esuberi

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OLBIA. Il Qatar non è l'Aga Khan. Gli affari sono affari, non c'è spazio per i sentimentalismi. E infatti la sua proposta per salvare Meridiana - società da otto anni in perdita, salva solo grazie alla liquidità di Karim - è stata dura, durissima. Prendere o lasciare (e sta per lasciare, dopo i no sindacali).

Eccola, in sintesi. Un contratto di lavoro della durata di 5 anni (lo volevano di 10), contro i 3 classici in Italia, con un abbattimento dei costi del 30% su quello attuale della compagnia aerea di Olbia. E licenziamenti che crescono rispetto alle precedenti, precarie intese: sono 406, di cui 325 tra gli assistenti di volo, 41 tra il terra, 40 fra i tecnici.

I sindacati nazionali l'avevano detto la notte del 23 giugno, dopo la prima presentazione fatta dal ministro dello Sviluppo Calenda: non possiamo accettarlo. E l'hanno ribadito ieri sera durante la seconda presentazione fatta dal viceministro allo Sviluppo Bellanova: irricevibile, non lo firmiamo.

Fine della trattativa. Fine di tutto. Qatar Airways si ritira. Meridiana licenzia, con numeri che ovviamente crescono: 710 licenziati (su 1400 dipendenti) contro i 406 che ci sarebbero stati con l'intesa. Trecento in più, per una compagnia avviata così inesorabilmente alla graduale chiusura, così come dichiarato dall'Aga Khan. Uno scenario terribile, il peggiore possibile. A meno che non accada l'impossibile. In extremis.

Perché quello di ieri era il penultimo giorno utile per trovare un accordo. C'è ancora tempo sino a domenica, al limite anche fino a lunedì, quando scadrà la cassa integrazione. Almeno così pensano i sindacati nazionali, speranzosi che le condizioni contrattuali possano cambiare e loro possano firmare. Almeno per questo lavorerà il Governo, con il ministro dei Trasporti Delrio, forte delle concessioni fatte a Qatar Airways e che il parlamento dovrà ratificare: voli liberi da Doha verso Roma e Milano.

Ci sono spazi di manovra? Tutto dipenderà da Qatar Airways, per ora intenzionata a non tornare sui suoi passi (e magari a prendere la seconda compagnia dell’Aga Khan, Air Italy, in un secondo momento).

Per i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) il colpo è stato più duro di quanto potessero immaginare. E ora sono come un «vaso di terracotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro». Se dovessero firmare, sconfesserebbero il contratto nazionale del trasporto aereo e si troverebbero davanti a 400 licenziamenti. Se non dovessero firmare, i licenziamenti sarebbero 710 e Meridiana si avvierebbe alla fine.

«Svolgeremo ogni tentativo per giungere a un accordo. O vengono introdotte rilevanti modifiche o la proposta di Qatar Airways è irricevibile» dice Nino Cortorillo (Cgil). «Tempi e orario di lavoro non rispettano le regole. Più che volontà di investire, sembra un tentativo di ricavare profitti in barba a regole e diritti dei lavoratori» dice Emiliano Fiorentino (Cisl). «Il contratto proposto ha gravi e inaccettabili storture, servono modifiche» dice la Uil. «Il governo intervenga per ristabilire condizioni adeguate alla prosecuzione del dialogo» dice Francesco Alfonsi (Ugl).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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