La Nuova Sardegna

Renzi: «Europa forte davanti a difficoltà Risparmio garantito»

di Nicola Corda

Riunione d’emergenza a Palazzo Chigi con Visco e Padoan Stasera il premier da Hollande, lunedì a Berlino dalla Merkel

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ROMA. Quando intorno alle cinque del mattino i flash della Bbc hanno diffuso il dato choc che portava la Gran Bretagna fuori dall’Europa, anche a Palazzo Chigi è calato il gelo. La giornata per il governo italiano è cominciata presto, con la sveglia dei tamburi delle piazze finanziarie orientali che annunciavano la tempesta.

In poco tempo si anima la “war room” e dal premier Matteo Renzi, che nel frattempo ha rinviato l’attesa direzione del Pd, si precipitano già prima delle 8 il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, dell’Economia Pier Carlo Padoan, per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, il sottosegretario alla Presidenza Marco Minniti e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. L’impatto della notizia sulle Borse e i mercati è stata da subito la prima preoccupazione del governo. Al ministero del Tesoro, al Comitato per la Stabilità si fanno le prime valutazioni sugli effetti verso l’economia reale, «che saranno limitati» mentre per i risparmi e la solidità dei titoli pubblici si conta sullo scudo della Bce.

Tuttavia durante la mattinata lo schiaffo delle Borse si appesantisce e il “cosa succede dopo” è il quesito che angoscia tutti. Intorno alle tredici il premier Renzi, incontra i giornalisti, parla di «giorno non facile ma l’Europa nel corso della sua storia ha dimostrato di essere più forte di fronte a ogni difficoltà». Rispetto per «la scelta del popolo britannico» dice Renzi che poco prima aveva parlato al telefono con David Cameron. Davanti alla stampa, insiste nel riaffermare l’insieme dei valori che rappresenta l’Unione Europea, «una casa, che non è soltanto un luogo fisico, è un insieme di sentimenti ed emozioni, di solidità e di sicurezza».

È «casa nostra - ha proseguito il premier - non solo di noi italiani, dei nostri figli e dei nostri nipoti». A vigilare «sulla stabilità del sistema finanziario e garantire i risparmiatori» ci saranno «il governo e le istituzioni europee», spiega ancora Renzi, «del resto l’Italia è tornata solida e oggi ha un dovere: offrire questa solidità anche agli altri partner europei».

Lunedì dopo l’informativa alle Camere e un colloquio con il presidente Mattarella, Renzi incontrerà a Berlino la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande con cui avrà un primo incontro già questa sera a Parigi all’Eliseo. Affrontare la Brexit con «lucidità ed equilibrio, con la forza calma» è la linea espressa anche in un breve colloquio telefonico con il presidente della commissione Ue, Jean-Claude Juncker. Resta il timore dell’effetto domino evocato anche dal ministro Padoan che suggerisce «una maggiore leadership» dell’Europa che deve prendere «in considerazione obiettivi come la crescita, la creazione di occupazione e la solidarietà».

Sicurezza e lavoro sono le prime manutenzioni da fare all’Europa dice l’ex premier Enrico Letta che invita i leader a reagire «altrimenti fra 16 mesi (in attesa delle elezioni francesi e tedesche) non ci sarà più nulla». Dure critiche a Cameron da Romano Prodi, ex presidente della Commissione secondo cui il leader conservatore ha promosso il referendum «solo per interessi personali».

Non è tenero neppure Giorgio Napolitano che critica «l’uso incauto» della consultazione perché è sbagliato «affidare a un no o a un sì, problemi tanto complessi». Concorda Mario Monti che accusa Cameron di aver «fatto un uso egoistico dello strumento democratico che però gli è esploso in mano, gli ha fatto perdere tutto, come è giusto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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