Insegnante precaria si toglie la vita
Temeva di perdere il posto di lavoro, tutti inutili i tentativi di salvarla
CAGLIARI. Un'insegnante precaria si è tolta la vita ieri mattina impiccandosi a un albero nel cortile della casa dei genitori dopo aver ingerito una grossa quantità di farmaci. A fare la terribile scoperta è stato il marito. L’uomo, intorno alle 13, non avendo trovato la moglie in casa, si è precipitato nell’abitazione dei suoceri e dopo aver bussato inutilmente con insistenza ha scavalcato il muro di cinta. Con grande freddezza l’ha tirata giù, ha attivato i soccorsi e ha cercato inutilmente di rianimarla. Altrettanto non è riuscito a fare il personale della medicalizzata del 118. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri hanno effettuato i rilievi di legge. Nel frattempo sono tornati a casa i genitori della donna e la notizia li ha travolti.
La vittima insegnava in una scuola superiore della zona. Era fortemente preoccupata per il suo futuro professionale. Pare fosse vicina a perdere il posto perché era indietro nella graduatoria. Le persone che le erano vicine spiegano come l’insegnante fosse in ansia sul proprio futuro, temeva che un possibile, anzi, un molto probabile trasferimento le avrebbe impedito di prendersi cura della sua famiglia. C’erano poche speranze che lei non dovesse subire un trasferimento, la posizione nella graduatoria non la favoriva in alcun modo. I farmaci sono stati trovati su un tavolo, assieme a una lettera di cui non è stato reso noto il contenuto. La donna era conosciuta e stimata. La tragica notizia si è subito diffusa nel suo paese d’origine suscitando grande sgomento e dolore. Il direttore della scuola dove l’insegnante prestava servizio si è recato dai familiari per testimoniare l’immenso dolore, anche gli studenti che l’avevano avuta come insegnante sono rimasti molto colpiti dalla tragica fine della donna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
