Restano le cure a domicilio, ma sono a rischio i fondi Plus
CAGLIARI. C’è stato il rischio che diversi pazienti non autosufficienti fossero esclusi dal progetto «Ritornare a casa», cioè le cure a domicilio e non in ospedale, per i criteri troppo restrittivi...
CAGLIARI. C’è stato il rischio che diversi pazienti non autosufficienti fossero esclusi dal progetto «Ritornare a casa», cioè le cure a domicilio e non in ospedale, per i criteri troppo restrittivi previsti dall’assessorato alla Sanità. Rischio però scongiurato dall’ultima delibera dopo che – si legge – «l’aggiornamento avrebbe provocato ripercussioni negative su una fascia di cittadini fragili sia sotto l’aspetto sanitario che dell’assistenza». Ora sono tre i livelli di gravità ammessi e sono stati riammessi anche i casi che invece sarebbero stati esclusi dai contributi proprio dai nuovi criteri». Però, nel frattempo, sempre sul welfare c’è un nuovo allarme. A sollevarlo è il consigliere regionale Giancarlo Carta (Forza Italia) e riguarda il taglio dei finanziamenti per i programmi di assistenza comunale, i Plus.
Ritornare a casa. Superato il problema della tabella e anche le ristrettezze del bilancio della Regione, l’assessorato alla Sanità al 23 giugno ha ammesso 1.043 progetti, con un impegno finanziario di quasi 10 milioni e mezzo. «Ora – fanno sapere dagli uffici – le procedure di assegnazione ai Comuni, sono loro a girare i contributi alle famiglie, sono stati avviati e saranno conclusi in tempi molto rapidi per la copertura finanziaria dei progetti approvati e di quelli rientrati dopo l’approvazione dei criteri riveduti e corretti». Allo stesso tempo, l’assessorato ha stabilito che la presentazione di nuove domande da parte dei Comuni dovrà essere entro il 9 agosto, ma «è una scadenza flessibile se ci fossero oggettive e non strumentali difficoltà di alcune amministrazioni comunali».
Plus. Per Giancarlo Carta (Fi) sono invece a rischio alcuni dei venticinque piani di assistenza sociale comunale – ad esempio centro anziani, centro famiglie e assistenza domiciliare – per «una sforbiciata del 30 per cento del fondo stanziato dalla Regione». Secondo il consigliere regionale, che ha presentato un’interrogazione urgente, «dal 2014 lo stanziamento è sceso da 24 milioni a 15,5». È un taglio netto, scrive Carta, che «preoccupa perché metterà a rischio molti progetti dei Comuni per far fronte al grave problema dell’assistenza sociale».
Secondo Forza Italia, è «indispensabile che presto siano trovati i correttivi finanziari per evitare un preoccupante vuoto nel già precario welfare regionale».
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