La Nuova Sardegna

Rimpasto, no a Pigliaru il centrosinistra va avanti

Il Pd in ordine sparso attende il nuovo segretario, Sel vuole più peso in giunta Il Cd chiede l’azzeramento, mentre il Partito dei sardi attacca il governo Renzi

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CAGLIARI. Il centrosinistra si è risvegliato dal sogno di un rimpasto teleguidato e veloce. È stato il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, a mettere di nuovo in riga la coalizione, che – secondo lui – s’era spinta troppo avanti nei tempi, nel metodo e nelle richieste. Mai tirargli la giacchetta, o costringerlo a fare qualcosa di cui non è convinto: chiunque ci provi, paga dazio con il governatore. Era accaduto in passato, quando un anno fa circolavano le prime voci di un rimpasto in Giunta allora prematuro. Il presidente ha rialzato lo scudo del «decido io», oggi che il valzer degli assessori sembra comunque molto più probabile. «Non faccio nulla sotto dettatura» e «neanche distribuisco poltrone se prima non c’è un rilancio del programma di governo», sono stati i due altolà di Pigliaru. Ma i partiti come hanno reagito al big bang presidenziale?

Pd. Dopo aver lanciato più di un sasso nelle acque già molto agitate della maggioranza per la riforma della sanità, il partito di maggioranza relativa ha accettato in silenzio la strigliata di Pigliaru. Il non avere ancora un segretario, forse giovedì potrebbe esserci la designazione da parte del direttorio delle correnti, continua a essere un problema serio per i Dem sin dalle ultime elezioni comunali. Oggi chi interviene nel dibattito post elettorale, per altro abbastanza confuso, parla sempre e solo a titolo personale. Non esiste una linea unitaria su come affrontare la verifica politica di metà legislatura. Per la verità era lo stesso ai tempi di Renato Soru segretario e dopo il vuoto al comando, l’individualismo si è accentuato. Oggi, nel Pd, c’è chi vorrebbe il rimpasto prima dell’elezione del segretario, mentre altri puntano all’esatto contrario. Solo da giovedì in poi, con la scelta del successore del dimissionario Soru, il Pd potrebbe trovare un po’ di pace e forse anche migliorare i rapporti, ora non facili, con il presidente Pigliaru.

Sel. Continua a essere il partito del centrosinistra più deciso nella richiesta di un rimpasto immediato. È stato il primo ad aprire la crisi strisciante – scattata in contemporanea alla riforma della sanità – e continua a fare pressione sul presidente. Ieri la segreteria di Sel ha deciso come muoversi nei prossimi giorni. L’obiettivo dovrebbe essere questo: azzeramento della Giunta, scegliere subito un programma di governo dal forte appeal popolare e poi indicare i nuovi assessori. È evidente che Sel vuole aumentare la sua quota di rappresentanza in Giunta: si considera il partito vincitore delle ultime elezioni, a Cagliari e a Sinnai. C’è di più Sel sembra aver stretto un’alleanza con il Centro democratico e l’Upc sui tempi della verifica e sulla necessità che «ci siano più politici e meno tecnici nel governo della Regione».

Cd. I centristi del deputato Roberto Capelli sono in prima fila nel confronto tecnico sulla riforma delle Asl, ma anche sul resto non mollano la presa. Anzi, anche loro punterebbero ad azzerare la Giunta, per ripartire con una tutta nuova almeno per quanto riguarda le designazioni dei partiti.

Rossomori. Il movimento di Gesuino Muledda è stato netto nel sollecitare la verifica sul programma, ma pare meno deciso nel chiedere un cambio degli assessori. Forse per non mettere in difficoltà il suo: Elisabetta Falchi (agricoltura) che potrebbe essere fra i pericolanti.

Upc. Il partito di Antonio Satta sulla sanità ha sparato buona parte dei primi colpi. Ma in un documento molto più politico, firmato dal consigliere regionale Pierfranco Zanchetta, ha chiesto maggiore attenzione della Giunta per la Gallura: «Non basta un ospedale e l’inaugurazione di due lotti stradali per cancellare le recenti disattenzioni verso questo territorio», è stata la critica molto pesante.

Partito dei sardi. Il gruppo capeggiato da Paolo Maninchedda non ha preso ancora una posizione ufficiale sul rimpasto.Il suo presidente sul blog «Sardegna e libertà» ha rimesso però in fila «tutte le manchevolezze del governo Renzi». Mentre il segretario Franciscu Sedda ha rilanciato: «Rimpasto? Bisogna ripartire invece dalla sovranità della Sardegna». (ua)

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