Critiche sulla continuità: «Così si penalizzano i sardi»
SASSARI. Non solo Meridiana. I cieli sardi restano ancora un mosaico complicato. La Regione ha presentato in questi giorni la nuova rotta sulla linea politica dei voli. Nuova Ct1 con biglietti per...
SASSARI. Non solo Meridiana. I cieli sardi restano ancora un mosaico complicato. La Regione ha presentato in questi giorni la nuova rotta sulla linea politica dei voli. Nuova Ct1 con biglietti per tutti l’anno allo stesso prezzo per sardi e non residenti. Il regime di continuità territoriale principale sarà sempre applicato ai collegamenti fra Cagliari, Alghero e Olbia con Fiumicino e Linate. Il finanziamento complessivo per quattro anni (fine ottobre 2017 - fine ottobre 2021) sarà di 66 milioni di euro all’anno, dei quali 46 a valere sul bilancio della Regione e 20 sui fondi di provenienza statale. La Ct2 sarà applicata sulle rotte nazionali da Cagliari, Alghero e Olbia. Le risorse messe in campo ammontano a 11,5 milioni di euro all’anno per quattro anni. C’è anche una continuità internazionale con cui la Regione cercherà di incentivare la promozione del traffico aereo internazionale. Con soldi dati agli aeroporti. Ma il piano presentato dall’assessore ai Trasporti Massimo Deiana incontra molte critiche. Scontata quella dell’opposizione di centrodestra in Regione. Dura anche la reazione dei sindacati. Il segretario della Filt Cgil Arnaldo Boeddu va all’attacco. «È da quando si è insediata la nuova giunta che chiedevo immediati interventi e correttivi – dice Boeddu –. Dopo oltre due anni, si conoscono le iniziative che la Regione vorrebbe fare per trovare soluzione. Queste iniziative non saranno operative prima di un anno e mezzo. Alcuni provvedimenti riguardano solo una parte dell'isola come se il restante pezzo della Sardegna non soffrisse il problema dei collegamenti. E in ogni caso ritengo un errore la tariffa unica, così come la diversificazione dei prezzi che, soprattutto in alcune fasce orarie dovrebbero costare di più. Questa posizione potrebbe comportare una grande ingiustizia soprattutto per i sardi. Se non si analizzano bene i dati di traffico, i flussi e le motivazioni delle persone che si spostano soprattutto da e per Roma e Milano, potremmo vivere un paradosso. I turisti che vengono in Sardegna, non avendo orari rigidi da rispettare, potranno avere la libertà di scegliere di viaggiare negli orari più convenienti dal punto di vista tariffario. Il sardo obbligato a viaggiare per lavoro, salute o studio non potendo contare sulla flessibilità degli orari, sarà costretto a pagare molto di più».
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