La Nuova Sardegna

Maxi rogo nel Marghine in cenere oltre 3mila ettari

di Tito Giuseppe Tola
Maxi rogo nel Marghine in cenere oltre 3mila ettari

Nessun dubbio sull’origine dolosa, evacuate diverse aziende agricole

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BORORE. Ha interessato i territori di quattro comuni l’incendio divampato ieri pomeriggio a poca distanza dalla periferia di Borore e nell’opera di spegnimento ha impegnato decine di uomini, due canadair (a metà pomeriggio sono stati raggiunti da altri due il cui intervento è stato determinante) e quattro elicotteri del servizio regionale. A rendere difficile il lavoro del personale dislocato sul fronte del fuoco ha contribuito un vento di direzione variabile, in prevalenza maestrale, che ha spirato incessante per tutto il pomeriggio.

Incendio doloso. Non ci sono prove certe perché nessuno è stato colto col fiammifero acceso tra le dita, ma è scontato che si tratti di un incendio doloso. L’allarme è scattato poco dopo le 14, quando le fiamme sono state segnalate in territorio di Borore a poca distanza dall’ex campo di aviazione. Oltre ai mezzi aerei, sono intervenuti sul posto i Vigili del fuoco di Macomer, Nuoro e Ghilarza, gli uomini del Corpo forestale e del servizio regionale antincendio e i barracelli dei paesi della zona oltre a diversi volontari. A dare l’allarme sono stati i barracelli di Borore.

Chiusa la Borore-Ottana. Il fronte del fuoco si è subito esteso alimentato dal vento e ha percorso la parte sud dei territori di Birori e Bortigali, ha superato la strada provinciale Borore-Ottana, che per motivi di sicurezza è stata chiusa al traffico per più di un’ora, è entrato in territorio di Dualchi e si è esteso verso le campagne Sedilo. Lungo il suo percorso ha battuto una vastissima estensione di pascolo con cespugli e alberi e ha mandato in fumo migliaia di querce, di cui molte da sughero, che si stavano riprendendo dal pesante attacco dei bruchi della processionaria che hanno proliferato nei mesi della primavera.

Migliaia di ettari in fumo. Si parla di circa tremila ettari di terreno percorsi dall’incendio, ma una stima precisa sarà possibile e verrà fatta soltanto oggi o nei prossimi giorni, quando si procederà con le necessarie bonifiche per debellare i focolai ancora presenti nell’area percorsa dalle fiamme.

Aziende in pericolo. Nella zona battuta dal fuoco sono presenti numerose aziende ma gli allevatori avevano provveduto a mettere al sicuro il bestiame, in punti che erano stati appositamente puliti per evitare il contatto con eventuali incendi. Non risultano danni alle strutture aziendali, se non quelli della distruzione del pascolo e degli alberi andati in fumo. Anche il bestiame è scampato alle fiamme.

Cavalli ustionati. Alcuni cavalli sono rimasti ustionati in modo non grave mentre venivano allontanati dal luogo dell’incendio. A metà pomeriggio il vento ha spinto il fuoco verso un bosco di querce in territorio di Bortigali, causando danni notevoli. Qui i mezzi aerei hanno lavorato a lungo per avere ragione delle fiamme che, alimentate dal vento che aveva cambiato direzione, si andavano pericolosamente estendendo verso nord e rischiavano di raggiungere la strada statale Macomer-Nuoro.

Un centro di coordinamento a Borore. Per gestire una situazione, apparsa subito difficile a causa del vento che alimentava di continuo i focolai estendendo il fuoco su più fronti, a Borore è stato costituito un posto di comando avanzato, coordinato dal vicecomandante dei vigili del fuoco di Nuoro e di cui hanno fatto parte il Corpo forestale col comandante Gavino Diana, Protezione civile, carabinieri di Macomer al comando del comandante della compagnia capitano Giuseppe Pischedda e il sindaco di Borore Bastiana Carboni. Nel pomeriggio sono arrivati l’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano, il capo della Protezione civile regionale Graziano Nudda e comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Nuoro Giampaolo Lampis.

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