Pd, già in crisi l’idea di Comandini segretario
L’area Fadda-Cabras ha bocciato la scelta di un consigliere regionale come traghettatore
CAGLIARI. Dura meno di 24 ore il nome di Piero Comandini. La convergenza sul nuovo segretario del partito sembra essere già svanita. Se intorno alla candidatura del consigliere regionale ci sarebbe il gradimento della minoranza, l’area Fadda-Cabras non è convinta da questa scelta. «Un nome troppo politico per essere considerato un segretario traghettatore».
Sembra quasi scontato che si rimanderà la scelta del segretario. Anche perché manca la reale convergenza sul nome. A lungo si è parlato del segretario organizzativo Sebastiano Mazzone o di Giannarita Mele. Ma nessuno dei due sembra avere convinto del tutto. Anche perché il segretario dovrà gestire una partita delicatissima. Il rimpasto nella giunta regionale si fa sempre più vicino e il Pd rischia di farsi trovare senza una guida. Ma senza l’accordo tra le diverse anime del partito non si arriverà alla scelta del nuovo segretario. Che sarà anche di transizione, ma dovrà fare parte di una partita complicata. Pesi e contrappesi della politica. Accanto al segretario ci sono le nomine del nuovo capogruppo, di alcuni assessori in quota Pd e di poltrone pesanti, come Sfirs e Arst.
Sembrano sfumare anche gli incontri previsti la prossima settimana tra le delegazioni delle correnti del partito per trovare una soluzione. Continua lo stallo.
Ma forse il Pd potrà ripartire davvero nell’isola solo dopo il congresso. In cui le correnti potranno capire il loro peso. Ora convivono in una fase di stallo dopo le dimissioni di Renato Soru dalla segreteria. E proprio l’addio dell’europarlamentare ha spezzato quell’alleanza tra le diverse anime del partito che aveva dato un po’ di stabilità all’interno dei Dem nell’isola. Ora si cercano nuovi equilibri che si dovranno rispecchiare anche nei nuovi assetti della giunta regionale. Il governatore Francesco Pigliaru ha forse capito il momento non troppo brillante del partito e anche per questo ha ribadito che sul rimpasto non si farà dettare i tempi dai partiti.
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