La Nuova Sardegna

Migranti, strutture al collasso

Terzo sbarco a Cagliari in sette giorni: altri 291 profughi. Superata quota 1.400: non ci sono più posti

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CAGLIARI. È l terzo sbarco in una settimana. Con i 291 profughi arrivati domenica mattina a Cagliari a bordo della nave olandese Van Amstel, sono ormai oltre 1400 i migranti accolti in pochi giorni dalla macchina della solidarietà organizzata dalla prefettura e dalla Regione. Al di là delle procedure standard, del tentativo di capire con certezza la provenienza dei profughi, di assistere i minori non accompagnati, in questo caso sono poco meno di cento, il problema è un altro. Non ci sono più posti nelle strutture sparse in Sardegna dove ospitare gli extracomunitari. «Sono al completo – ha detto il viceprefetto di Cagliari Carolina Bellantoni, che ha coordinato l’ultima operazione – e se ci saranno altri arrivi nei prossimi giorni, saremo ben oltre l’emergenza». La speranza è che fra qualche giorno, quando sarà pubblicato il nuovo bando, arrivino le proposte da parte di nuove strutture, oppure ci sarà davvero il rischio che una delle organizzazioni finora riconosciute fra le più efficienti in Italia, quella sarda appunto come ha detto più volte il ministero dell’Interno finisca al collasso. Le proposte di accoglienza «saranno fondamentali nelle prossime ore», hanno ribadito dal coordinamento della tendopoli attrezzata sul molo Rinascita. Continua a essere rimontata la notte prima di ogni arrivo ed è stato così anche sabato notte. Sarà così anche in futuro, o almeno fino a quando il Viminale non rivedrà e ristudierà la mappa su dove trasferire i migranti soccorsi nel Mediterraneo dalle navi impegnati nell’operazione Triton, che continuano a pattugliare il tratto di mare davanti alle coste libiche.

L’ultimo arrivo. Dalla scaletta della nave olandese Van Amstel sono sbarcati 136 eritrei, 63 egiziani, 50 cittadini del Sudan, cinque libici e un altra trentina di profughi parte partiti diversi mesi fa dai territori dell’Africa sub sahariana. Sono stati subito assistiti dai volontari e dai medici dei team in allarme da giorni, sono un’ottantina le persone impegnate nella tendopoli, e domenica rinforzato anche dai volontari arrivati da un’associazione di Osilo. Polizia, Carabinieri, Protezione civile e Croce rossa hanno fatto, come ogni volta che c’è uno sbarco, il massimo per assistere i profughi fino all’arrivo degli autobus con cui sono stati trasferiti nelle sedi prima accoglienza.

I minori. È il problema dei problemi. Questa volta dalla scaletta della Van Amstel sono scesi almeno un centinaio di minori e molti di questi avrebbero viaggiato da soli. Domenica dalla nave Sem Pilot, erano sbarcati altri cento sempre non accompagnati. Per chi ha meno di 18 anni, la macchina dei soccorsi e dell’assistenza è molto più attenta soprattutto per quanto riguarda la sistemazione nelle strutture. Per i minori – dicono dalla prefettura – siamo ben oltre l’emergenza. Anche se c’è una novità: diverse famiglie sarde avrebbero presentato domanda di affido. «È vero – confermano sempre dalla prefettura – c’è anche questa ipotesi, ma la riposta può arrivare solo dalla magistratura».

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