I ribelli: referendum sul contratto
Usb, Apm e Cobas vogliono che siano i dipendenti a pronunciarsi sull’accordo
OLBIA. Referendum tra i lavoratori sul nuovo contratto, parere Enac sui dipendenti licenziati a cui si chiede di volare e contenzioso legale per impugnare i licenziamenti. Sono questi i punti dell'assemblea dei dipendenti Meridiana convocata da Usb, Apm e Cobas, le tre sigle che non hanno firmato l'accordo al Mise. «Chiediamo ai sindacati firmatari – spiega Agostino Putzu, leader dei Cobas, il sindacato che include al suo interno i tecnici degli hangar – di fare un referendum tra i lavoratori ai quali si deve chiedere il parere sul nuovo contratto. Sono loro i destinatari del provvedimento. Gli si deve chiedere cosa ne pensano». L'intesa firmata in sede ministeriale, non accettata dalle sigle che hanno tenuto l'assemblea, prevede tagli ai compensi del 20%, e licenziamenti di circa 400 dipendenti. Per l'Usb la sigla che riunisce gli assistenti di volo, i più penalizzati dall'accordo, è necessario che «l'Enac, a cui formalizzeremo a breve una richiesta, esprima un parere sulla situazione particolare che si è creata all'interno di Meridiana. Si chiede a dipendenti, con una lettera di licenziamento in mano, di continuare a volare, nonostante lo stato di grande stress che questo comporta», spiega Francesco Staccioli, segretario nazionale Usb.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google