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Il legale: Floris non ha preso un euro

Il legale: Floris non ha preso un euro

Fondi ai gruppi, chiesta anche l’assoluzione per l’ex presidente e per Farigu

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CAGLIARI. Non c’è alcuna prova che l’onorevole Mario Floris si sia appropriato di denaro destinato al gruppo politico di cui faceva parte, la Procura non ha dimostrato che l’abbia speso per ragioni private, non c’è neppure traccia di una richiesta da parte di Floris, cui i soldi venivano accreditati in automatico sul conto corrente. A sostenere la non colpevolezza del decano dell’assemblea regionale davanti al tribunale presieduto da Mauro Grandesso è stato l’avvocato Alberto Filippini, per il quale l’inchiesta sui fondi ai gruppi non doveva neppure cominciare: le denunce della funzionaria Ornella Piredda riguardavano, secondo il legale, la sua posizione lavorativa e non le spese dei consiglieri regionali. «I primi esposti presentati dalla Piredda parlavano di demansionamento - ha insistito l’avvocato Filippini - ma il collegamento tra la posizione della funzionaria e il contrasto sulla gestione dei fondi viene espresso solo in termini ipotetici». Quindi, per il difensore, la Procura si sarebbe dovuta limitare a indagare per abuso d’ufficio su quegli aspetti, senza estendere l’inchiesta alle posizioni di tutti i consiglieri regionali. Floris in ogni caso «non è colpevole di peculato» perché la Procura non ha portato in tribunale le prove dell’uso improprio delle somme che gli vengono contestate: «Le sentenze emesse da altri tribunali - ha detto Filippini - escludono che si possa integrare il reato di peculato solo per la mancata rendicontazione delle spese, serve la prova che i soldi siano stati impiegati per scopi estranei all’attività politico-istituzionali». Prova che agli atti del procedimento non c’è, ha sostenuto il difensore. Così come manca del tutto la dimostrazione dell’elemento soggettivo del reato, la consapevolezza e la volontà da parte di Floris di spendere denaro pubblico che non gli apparteneva: «Lui non ha mai chiesto un soldo - ha insistito Filippini – ha ricevuto accrediti automatici come anticipazioni di spese che sono state sostenute realmente». Chiesta l’assoluzione dell’imputato, l’avvocato Filippini ha sollecitato in subordine che l’accusa di peculato venga derubricata in quella meno grave del peculato per profitto legato ad errore altrui. In altre parole: Floris avrebbe speso correttamente denaro che altri gli avrebbero accreditato impropriamente.

L’assoluzione è stata chiesta al tribunale anche per l’ex consigliere socialista Raffaele Farigu dall’avvocato Francesco Macis, che in un’arriga molto intensa ha ricordato come le norme sull’uso dei fondi destinati ai gruppi fossero ambigue. Secondo Macis non c’è traccia negli atti di spese illecite sostenute da Farigu, che al contrario ha speso ogni euro nell’attività istituzionale. Per il legale, che ha avuto un momento di commozione nel rivolgersi al tribunale «Farigu non merita una condanna e non merita neppure questo processo». Sulla stessa linea l’intervento di Valentina Macis, per la quale Farigu ha svolto un’intensa attività fatta di viaggi, incontri con elettori e rapporti col mondo della disabilità, che trail 2006 e il 2009 giustifica abbondantemente le spese che gli vengono contestate. La discussione andrà avanti il 18 luglio. (m.l)

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