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Polemiche bipartisan sui soccorsi

Polemiche bipartisan sui soccorsi

Da Piras a Pittalis, da Pili ad Arbau tutti all’attacco contro Governo e Regione

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SASSARI. È la musica del giorno dopo, quella che inizia a suonare quando l’orchestra ha già riposto gli strumenti. Infondo, è impossibile che la melodia ufficiale piaccia a tutti, a maggior ragione quando le note stonate sono dentro lo spartito. Dopo l’incendio che ha sfigurato il Marghine, il Guilcer e la Barbagia è arrivata la pioggia delle polemiche. Il più pop è stato il deputato di Sinistra italiana Michele Piras: «Basterebbe rinunciare a un solo F35 per acquistare cinque Canadair. Con due cacciabombardieri in meno si potrebbero dare soldi ai Comuni per la prevenzione del rischio d’incendio». Michele Piras era nelle campagne di Borore, Noragugume e Dualchi dove in questi giorni sono passati diversi esponenti politici. Non c’era, o perlomeno non l’ha detto, Pietro Pittalis, capogruppo di Forza italia in Consiglio regionale: «Dopo i devastanti roghi della scorsa settimana è urgente che la Giunta riferisca in Consiglio sullo stato dell’antincendi regionale». Pittalis ha già presentato un’interrogazione insieme ai colleghi Oscar Cherchi e Stefano Tunis: «Abbiamo segnalato possibili carenze di un piano antincendio, varato solo il 10 giugno, con particolare riguardo alla dislocazione dei mezzi aerei, alle risorse umane e ai mezzi a terra. Chiediamo chiarezza con il massimo rispetto verso chi sta patendo le conseguenze del fuoco ma, per lo stesso motivo, con la massima determinazione».

Mauro Pili, deputato e leader di Unidos, non ha usato il fioretto: «Previsioni di rischio sbagliate, assenza totale di coordinamento sui territori, forestali in trincea senza supporto operativo, volontari abbandonati sul campo e mezzi aerei in ritardo. Il Governo conceda lo stato di calamità». A stretto giro di posta è arrivata la risposta della Protezione civile: «Nessun ritardo. Anzi, in Sardegna c’era una Canadair in più proprio per fronteggiare eventuali emergenze».

Efisio Arbau, numero uno di La Base, è in sintonia con Pili: «Serve la stima dei danni, gli indennizzi e lo stato di calamità naturale quanto prima».

Da Sassari il coordinatore cittadino di Italia Unica, Giovanni Senes, se la prende con l’assessore regionale all’Ambiente: «Come fa ad assicurare che sia tutto a posto? Ci sono tanti problemi, questa è una campagna antincendio priva di mezzi e uomini».

Il presidente di Coldiretti, Battista Cualbu, chiede l’intervento immediato della Regione: «È fondamentale, riconoscano i danni e li risarciscano in modo che possano almeno attenuare le perdite. Siamo la prima regione del Mediterraneo in cui si pratica l’allevamento al pascolo». (c.z.)

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