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Da Silanus il foraggio della solidarietà

Da Silanus il foraggio della solidarietà

Dopo la devastazione organizzata una raccolta per aiutare gli allevatori e le aziende in difficoltà

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SILANUS. La solidarietà del mondo agropastorale verso gli allevatori di Dualchi, Borore, Birori e Sedilo ridotti sul lastrico dall’incendio che ha distrutto i pascoli non si è fatta attendere. Come quando a un pastore che perde il gregge perché gli è stato rubato, ucciso o distrutto da una calamità, gli viene ricostituito dagli altri pastori del paese che donano una pecora, per quelli colpiti dall’incendio si è deciso di raccogliere il foraggio necessario per sfamare le greggi fino all’autunno, quando (si spera) arriveranno le piogge e ricrescerà l’erba nei pascoli percorsi dall’incendio che tra venerdì e sabato ha bruciato tutto. È quella che i pastori chiamano “sa paradura”, antichissimo istituto di natura solidale della Sardegna arcaica, un’antica usanza di solidarietà ancora in uso che aiuta chi è caduto in disgrazia a rimettersi in piedi.

L’iniziativa parte da Silanus e l’ha lanciata il nuovo sindaco, Gian Pietro Arca, giovanissimo avvocato molto attento ai problemi del mondo agropastorale, il quale ha lanciato un appello nella sua pagina Facebook invitando alla solidarietà. «L’amministrazione comunale di Silanus – ha scritto – si sta adoperando per organizzare una raccolta di foraggio da destinare alle aziende colpite. L’appello è rivolto a tutti. Ognuno può fare qualcosa. Questo è il momento. Noi ci siamo».

La risposta della solidarietà non si è fatta attendere e arriva anche da chi non ha foraggio da regalare perché non ha terreni e non falcia il fieno, ma intende comprare una o più balle per consentire a chi ha perso tutto di alimentare il bestiame nei mesi difficili dell’estate, che poi sono quelli in cui l’azienda agricola non produce e ha solo costi. In questo caso la solidarietà ha bisogno di essere organizzata perché, diversamente da una colletta in euro, il foraggio deve essere raccolto e distribuito a chi serve in misura della necessità. Di questo si occuperà l’amministrazione comunale, che ha già iniziato a raccogliere le adesioni e nei prossimi giorni comunicherà modalità e tempi di ritiro del fieno, che sarà poi consegnato agli allevatori ai quali il fuoco ha distrutto il pascolo. L’iniziativa ha suscitato l’interesse di molti allevatori del Nuorese dove la legge non scritta di “sa paradura” è in vigore da sempre.

Di aziende agricole in gravissime difficoltà a causa dell’incendio ce ne sono tante. Solo a Dualchi, dove il fuoco ha percorso il 70 per cento del territorio che si estende su poco più di 23 chilometri quadrati, gli allevatori senza pascolo sono più cinquanta. In un’assemblea pubblica convocata dal sindaco Ignazio Piras hanno descritto la gravissima situazione nella quale si ritrovano. Oltre ad alimentare il bestiame durante i mesi estivi, dovranno sostenere altri costi per rifare le recinzioni distrutte dall’incendio. (t.g.t.)

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