Il sindaco di Sedilo: temevo ci fossero vittime
Alessio Petretto racconta la sua giornata in prima linea tra fuoco e cenere: «Il rogo camminava nella valle, saltava le strade e puntava dritto verso di noi»
SEDILO. Cadeva come la neve. Una coltre soffice e invadente che non ha risparmiato nulla, nemmeno la scrivania del sindaco. La cenere del maxi-rogo di qualche giorno fa si è infilata ovunque, ha superato le porte e le finestre socchiuse, ha imbiancato le strade e ha coperto i giardini. È la conseguenza di un incendio che ha consumato 2.300 ettari di territorio nel solo comune di Sedilo, il più colpito. «Ieri ho pulito la mia scrivania, era ricoperta di cenere», ha confessato il sindaco Alessio Petretto, primo cittadino di Sedilo che in questi giorni vive nel limbo di chi ha sconfitto il terrore e si appresta a celebrare la festa grande. Oggi c’è l’Ardia, la corsa del santo imperatore, l’evento dell’anno. «Non abbiamo mai pensato che potesse saltare», ha confessato il sindaco, «quando sei concentrato sul presente non c’è tempo per pensare al futuro». E la concentrazione era massima perché gli incubi stavano diventando realtà: «Il fuoco camminava nella valle, saltava la strade e puntava dritto verso Sedilo». Mantenere la calma era complicato ma necessario: «Ho avuto paura solo quando il fuoco è arrivato vicino al paese, sembrava dovesse avvolgere tutto», ha detto ancora Petretto. E se Sedilo l’ha scampata il merito è anche della circonvallazione. Un anello d’asfalto che si è trasformato in una linea frangifuoco: «Sono stati momenti concitati, avevo appena consigliato l’evacuazione delle case di via Nuoro. Mi sono dovuto allontanare dalla prima linea per comunicare con la Protezione civile e coordinare i soccorsi ma temevo il peggio».
Qualche minuto di assenza forzata in cui poteva accadere qualsiasi cosa: «Il ritorno verso il fronte del fuoco è stato il momento più drammatico. Avevo il terrore di chiedere se si fosse fatto male qualcuno o se, ancora peggio, ci fossero notizie di persone scomparse», ha detto il sindaco che in un istante ha recuperato molti punti nella classifica dello spirito, «è stato un sollievo. Sapere che nessuno si era fatto male ci ha dato la forza per affrontare la tragedia di chi si è salvato ma ha perso tutto». A dare un’ulteriore mano d’aiuto ci ha pensato al gara di solidarietà a cui si sono iscritti contadini e sindaci di tutta la Sardegna: «Abbiamo ricevuto proposte da Silanus, Arborea, Galtellì. Speriamo che il foraggio possa dare un aiuto ai nostri allevatori e ai contadini». Oggi, però, è il tempo della festa e il sindaco lo sa bene: «Chissà, forse è stato proprio San Costantino a vegliare su di noi, suoi devoti. E oggi restituiremo le attenzioni con una grande Ardia».
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