Patto per dialogare col Governo
Pigliaru: le Speciali una ricchezza. Rossi: la riforma non è un rischio
CAGLIARI. Essere Regioni a Statuto speciale è una «ricchezza» che va difesa, ma anche saputa «utilizzare bene». Lo hanno ribadito i governatori Francesco Pigliaru e Ugo Rossi del Trentino Alto Adige. In un convegno organizzato dall’Università di Cagliari sono state messe a confronto le esperienze delle due Regioni a Statuto speciale. È stato proprio Pigliaru a ribadire che «le esperienze positive non possono essere messe a rischio da meccanismi di centralizzazione». Più volte è stato sostenuto che la riforma della Costituzione potrebbe essere anche per le «Speciali» un pericolo, ma secondo le ricostruzioni dei parlamentari sardi «gli Statuti sono ancora al sicuro». Concetto che è stato ribadito dal presidente Ugo Rossi: «Abbiamo lavorato insieme al Governo – ha detto – e saremo noi, Regioni speciali, a dover rivedere e aggiornare i nostri Statuti». In altre parole, nessuna decisione sarà calata dall’alto e dovrà essere concordata proprio con l’obiettivo di migliorare i rapporti fra Parlamento, Governo e Regioni. Per Rossi «l’autonomia dev’essere dinamica e non fermarsi solo a quanto previsto dagli Statuti». Traguardo confermato anche dal presidente Pigliaru: «È vero che il regionalismo italiano ha prodotto in alcuni casi situazioni negative, ma anche performance di eccellenza in termini di qualità dei servizi erogati con efficacia ed efficienza. È proprio questa ricchezza che non può essere messa a rischio da nuove centralizzazioni». Secondo il presidente del Trentino. «Dobbiamo costruire un patto chiaro con lo Stato sui ruoli e sulle funzioni, un accordo politico basato sul reciproco rispetto. Nel quadro della riforma costituzionale ci sono spazi per la specialità da esercitare in chiave propositiva perché un atteggiamento di mera rivendicazione non è utile alla causa». Per l’assessore alle Riforme Gianmario Demuro, «dobbiamo tenere insieme i diversi mondi della specialità, che significa mantenere unite e coese le regioni speciali del Nord e quelle del Sud. Lo sforzo unitario è necessario per dare nuova linfa alle istanze autonomistiche». Soprattutto anche in chiave europea e con molta attenzione rispetto alle forze disgreganti che, compreso il complicato caso Brexit, sembrano ora minare il concetto fondamentale dell’Unione, mentre proprio attraverso l’Europa delle Regioni più che degli Stati quello storico collante può essere ritrovato. Giuseppe Zorzi, che coordina l'attività di cooperazione tra Alto Adige e Tirolo, si è soffermato sui possibili percorsi comuni. «Le affinità storiche, culturali ma anche economiche sono un patrimonio da difendere e sviluppare».
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