La Nuova Sardegna

Asl unica, il 19 luglio via al dibattito

La legge sarà discussa dal Consiglio. La verifica va avanti: il dossier dei Rossomori

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CAGLIARI. La bozza c’è, gli emendamenti arriveranno in aula e, a questo punto, il cammino dell’Asl unica dovrebbe essere in discesa, o forse meno complicato rispetto alle turbolenze di un mese fa. Previsioni a parte, martedì 19 luglio l’ultimo testo della legge, quello licenziato dal tavolo tecnico del centrosinistra, sarà all’ordine del giorno del Consiglio regionale e comincerà il dibattito. Finora gran parte dei 18 articoli sono stati condivisi dalla maggioranza, anche se molti consiglieri – ad esempio i tre del Partito dei sardi – prima del voto leggeranno «con molta attenzioni» gli emendamenti proposti dalla Giunta: «Meglio evitare sorprese dell’ultim’ora», hanno detto. Anche i Rossomori sono sul chi va là e aspettano di sapere se l’Azienda per le emergenze-urgenze sarà autonoma, come vorrebbero, oppure solo un dipartimento di «Unica». In altre parole, l’accordo sulla riforma sembra reggere sull’impianto generale ma restano ancora molti nodi da sciogliere. «In queste settimane, abbiamo fatto un buon lavoro – è stato il commento di Raimondo Perra (Psi) presidente della commissione Sanità del Consiglio – ma saranno necessari almeno altri due passaggi politici per arrivare in aula con una legge condivisa dall’inizio alla fine». Fra i punti fermi c’è questo passaggio: di fatto l’Asl unica entrerà a pieno regime solo all’inizio del prossimo anno, mentre dal primo settembre – data di scadenza degli attuali commissari – e fino al 31 dicembre sarà retta da un sorta di traghettatore. Con questo auspicio: il prescelto per questi quattro mesi di rodaggio dovrà poi essere chi poi sarà nominato dalla Giunta direttore generale dell’Asl unica. Perché il primo incarico del super manager in pectore nel passaggio da un sistema all’altro, dovrà essere uno solo: indagare fino a prendere possesso da gennaio, della gestione ora invece divisa fra le Asl. In questa fase preliminare, dovrebbe essere affiancato da otto reggenti – nominati dalla Giunta – delle future aree socio-sanitarie. Con questo secondo auspicio: che da gennaio in poi gli stessi reggenti diventino alla fine i direttori delle stesse aree o ex Asl. Se non fosse così, la riforma rischierebbe di partire già zoppa. Rischio subito denunciato da Ignazio Locci di Forza Italia: «Sarà il caos, perché è in corso una furibonda lotta intestina nel centrosinistra».

Verifica. Va avanti. Ieri c’è stato il secondo confronto bilaterale fra Pigliaru e gli alleati. Dopo il Centro democratico è stata la volta dei Rossomori, che a Villa Devoto si sono presentati con una delegazione formata da Gesuino Muledda, presidente, Marco Pau, segretario, e dai consiglieri regionali Emilio Usula e Paolo Zedda. «Con il governatore – ha detto Muledda – abbiamo parlato a lungo di quello che è stato fatto finora dalla Giunta. Sono state diverse le cose buone e coraggiose, ma non sempre sono state capite dalla gente e questo è un errore che non possiamo più permetterci». Più che sull’analisi del passato, l’incontro è stato sul rilancio dell’azione di governo nei prossimi due anni. «Abbiamo messo sul tavolo – ha detto Muledda – le nostre priorità, a cominciare da una lotta più incisiva alla povertà e alla disoccupazione». I Rossomori si sono detti anche molto preoccupati per la crisi del Pd: «Se continua, aumenteranno i pericoli per la coalizione di non trovare il giusto equilibrio politico». Comunque per Muledda non può essere il rimpasto in Giunta, totale o parziale che potrebbe essere, l’argomento più gettonato della verifica: «Noi promuoviamo a pieni voti il nostro assessore (Elisabetta Falchi all’Agricoltura) e stiamo alla finestra. Leali come sempre e anche pacifici ma le condizioni dovranno poi essere uguali per tutti». Lunedì dovrebbe esserci il terzo incontro: Pigliaru ha convocato il Partito dei sardi. (ua)

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