I sindacati: «La Regione ha troppe colpe»
Cgil, Cisl e Uil: «Molto delusi, c’erano le risorse per dare una sterzata in 2 anni e invece continua a salire la disoccupazione»
CAGLIARI. Diecimila occupati in meno, 260mila disoccupati censiti dall’Istat, 73mila giovani che non lavorano o non studiano più, 30mila ex lavoratori che dovrebbero sopravvivere con gli ammortizzatori sociali ma non quasi non ci sono i soldi neanche per quegli assegni. E ancora: solo 75 milioni spesi per rilanciare il lavoro, mentre altri 140 sono bloccati dalla burocrazia e 90 invece chissà dove sono finiti. È stata peggio di una requisitoria quella dei segretari regionali di Cgil, Michele Carrus, Cisl, Oriana Putzolu, e Uil, Francesca Ticca, nei confronti della Giunta regionale. La sintesi del giudizio dopo due anni abbondanti di governo del centrosinistra è stata questa: «Siamo delusi, ci aspettavamo molto di più. Siamo amareggiati, perché il presidente continua a rifiutare il confronto. Siamo stufi di aspettare ancora e se non ci sarà una svolta, immediata, il prossimo passo sarà portare la gente in piazza». Ancora più nel dettaglio di una pagella che, secondo i tre segretari, ha «troppe insufficienze gravi» e per questo «se vogliamo essere di manica larga, questa Giunta la rimandiamo a settembre». Ma se vuole il governo regionale vuole – hanno proseguito uno dopo l’altro – «può ancora rimediare». Basterebbe, sono state le parole esatte, che «ci ascoltasse, abbiamo diverse proposte, ma le parti sociali non possono continuare a essere considerate un intralcio».
Putzolu (Cisl). «In questa prima parte della legislatura – ha detto la segretaria – non sono state realizzate neanche una delle condizioni necessarie per far crescere l’occupazione di un solo posto in più. Ci sono stati molti annunci e qualche azione estemporanea, però gli effetti non si sono visti. La disoccupazione è aumentata, i giovani continuano a fuggire e in questa situazione sempre più drammatica la Giunta non ha affrontato come avrebbe dovuto, in modo collegiale, l’emergenza delle emergenze. Il lavoro dev’essere al primo posto dell’agenda politica di chi ha la maggioranza non certo il rimpasto».
Carrus (Cgil). «Le risorse c’erano e ci sono ma se produci solo questi risultati negativi vuol dire che le procedure di finanziamento sono lente, i servizi non funzionano o sono bloccati perché manca una firma e tutto questo è inaccettabile» Secondo il segretario della Cgil «è indispensabile che di fronte a questa situazione esplosiva, la Giunta metta in campo una task force capace d’imprimere quella svolta che finora non c’è stata. Non è neanche più tollerabile che i sindacati siano messi di fronte a decisioni subito blindate. Oggi più che mai servirebbe invece un maggiore confronto con chi, piaccia e non piaccia, rappresenta più di un quarto dei sardi». Le proposte del sindacato sono tante ma «prima di tutto è necessario «un maggiore raccordo fra i vari assessori e una vera azione di controllo sull’efficacia degli investimenti, oppure continueremo a leggere numeri che, tra l’altro, ci dicono: fra le donne e nell’edilizia l’occupazione è crollata come non mai».
Ticca (Uil). «Qual è l’idea di sviluppo che la Giunta ha in mente? Noi non l’abbiamo ancora capita. Non bastano certo le carriole di cemento e i contratti precari dell’ultim’ora a risollevare le sorti. Garanzia giovani e Jobs act sono stati un’illusione che è durata poco o un disastro, per non parlare del mercato selvaggio dei voucher». Poi un altro affondo: «Nel 2014 avevamo condiviso con la Giunta un grande progetto “Investire sulle persone”, da allora però abbiamo avuto a che fare con troppa teoria e poco fatti. Non è colpa di questo o quell’assessore, è proprio la politica a non aver prodotto quel cambiamento in cui speravamo». (ua)
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