Sempre gravi le condizioni del cavaliere
L’allevatore 31enne è sotto osservazione all’ospedale di Nuoro dopo la caduta di mercoledì
SEDILO. È stata un’Ardia senza pace. Cominciata con il grave incidente al giovane fantino, ancora ricoverato al San Francesco di Nuoro in prognosi riservata, e finita con la morte di un cavallo. L’imprevisto è accaduto quando l’Ardia si era conclusa da un pezzo. Mentre veniva condotto fuori dall’area in cui stazionava, un cavallo ha perso aderenza sul terreno e si è ribaltato sbattendo la testa su una pietra. Le condizioni dell’animale, un esemplare femmina di anglo-arabo in quel momento governato da Alessandro Carta, sono apparse subito gravi ai medici veterinari, che hanno dovuto sopprimerlo. La carcassa è stata trasportata alla clinica veterinaria di Sassari per l’autopsia, mentre i dati del microchip sono passati al vaglio dei carabinieri della tenenza di Ghilarza.
Il triste episodio ha chiuso nel peggiore dei modi l’ultimo atto di un’edizione tormentata, benché secondo alcuni testimoni oculari si sia trattato di una tragica fatalità. «Non ero presente, ma da quel che mi è stato riferito si è trattato di un incidente che poteva capitare in qualunque altro momento in campagna», ha commentato il sindaco Alessio Petretto. Identiche le considerazioni del presidente dell’associazione Santu Antinu, Giacomo Meloni. «È stata una fatalità, il cavallo era praticamente fermo». La riuscita dell’Ardia del mattino è stata l’unica nota positiva di un finale amaro: più bella, composta ed elegante della sua anteprima. Nessuna sbavatura nella replica della rappresentazione della battaglia di Ponte Milvio. La perfetta partenza da Su Frontigheddu è stata il prologo di una corsa impeccabile. Michele Carboni ha guidato con autorevolezza il lungo seguito di cavalieri fino ai piedi del santuario protetto efficacemente dai suoi scudieri. Mario Meloni e Gian Battista Carboni hanno vanificato gli assalti degli inseguitori consentendo al condottiero di portare intatte alla meta le sacre insegne. Ma il clima non era quello spensierato della festa. I fantini hanno corso con un pensiero rivolto al loro compagno Giuseppangelo Marceddu, che nella rovinosa caduta del giorno prima ha riportato una grave commozione cerebrale. Nelle prime 24 ore del decorso operatorio le condizioni del ragazzo sono rimaste stabili ma l’equipe sanitaria continua ancora a monitorarlo. «Ho corso con uno spirito diverso, spero che si riprenda presto», ha auspicato Michele Carboni. (mac)
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