La Nuova Sardegna

Rally, l’addio anche per attacchi politici

di Mario Carta
Rally, l’addio anche per attacchi politici

L’interrogazione di Capelli (Cd) sull’utilizzo di soldi pubblici: «Poi il presidente Aci cancella la gara per fondi insufficienti»

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SASSARI. Doveva essere tempo di garage, per il Mondiale rally sardo. Un’aggiustata a motore e carrozzeria, una messa a punto e pronti a ripartire il prossimo anno, ancora più forte. Invece il bolide è stato messo in folle, con il motore a ruggire a vuoto zittito dal coro di proteste dall’isola dopo l’annuncio del numero uno dell’Aci – che organizza la corsa – Angelo Sticchi Damiani: «La Regione non garantisce il milione e mezzo necessario e adesso arrivano anche gli attacchi politici. Il Rally lo porto nel Continente».

La politica sarda si mobilita. Magari il milione e mezzo si troverà, ma va risolta anche l’altra metà del motivo dell’abbandono, quella legata a un attacco che altro non è se non un’interrogazione parlamentare presentata appena il 6 luglio da Roberto Capelli, deputato di Democrazia Solidale-Centro democratico, al ministro allo Sport Franceschini, nella cui sfera di competenza ricade l’Aci. Per farla breve, l’esponente politico nuorese chiede di sapere come mai Sticchi Damiani, presidente dell’Aci (ente pubblico non economico) e insieme amministratore unico di Aci Project e Aci Informatica, società controllata da Aci, oltre che consigliere di Sara Assicurazioni, abbia potuto riversare da Aci ad Aci Project e Informatica poco meno di mezzo milione di euro per incarichi vari. Capelli ricorda l’incompatibilità fra gli incarichi, e cifre alla mano chiede anche come mai Sticchi Damiani sfori la retribuzione massima di 240.000 euro lordi prevista per un amministratore pubblico.

Che c’entra tutto questo con il ritiro dall’isola del Mondiale rally? «Si tratta di un ricatto – sostiene Roberto Capelli –, perché ho osato fare questa e una precedente interrogazione, in merito alla vicenda dell’Aci di Sassari. Evidentemente è lesa maestà, ma voglio capire come vengono spesi i soldi pubblici, e quelli dell’Aci lo sono. L’Aci, che chiede soldi per il Rally ai sardi...». Capelli è in attesa di risposta dal ministro, «ma intanto Sticchi Damiani fa il re e dice “io tolgo il rally” alla Sardegna. Ma può farlo? Decide lui? La Fia non ha voce in capitolo? Io sono perché il rally resti qui, ma abbiamo gli sterrati e gli scenari più belli del mondo e dovrebbe essere il rally a pagare per poter venire da noi – prosegue Capelli –. Invece l’Aci non ha ancora rendicontato l’utilizzo dei 900mila euro finanziati dalla Regione per l’edizione 2015, come si fa a dargli altri soldi? Vorrei sapere come sono stati spesi. E ci sono anche i soldi dei Comuni interessati. Penso che con 900mila euro di rally ne facciamo tre ma diamoglieli pure, questi soldi, però ho solo fatto delle domande e attendo risposte, che col Mondiale rally non c’entrano. Invece si reagisce così, in maniera scomposta. Attacchi politici? Sticchi Damiani non sa cos’è la politica – conclude il parlamentare –, ci troviamo di fronte a un altro ricatto da parte di un personaggetto, un sistema che purtroppo stanno adottando molte imprese, in Sardegna. Poi, state tranquilli, il Rally resterà in Sardegna»

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