La Nuova Sardegna

Asl unica, oggi il via libera del Pd

Ancora dubbi sulla sede dell’azienda sanitaria. Colloquio tra il governatore e il Psi

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CAGLIARI. Riforma delle Asl e verifica politica continuano a viaggiare in parallelo, anche se prima o poi finiranno, una e l’altra, nel calderone del tagliando di metà legislatura. Oggi il gruppo del Pd in Consiglio regionale dovrebbe dare il via libera all’Asl unica, così com’è stata licenziata dal tavolo tecnico del centrosinistra. Le premesse sono buone, ma qualche sorpresa potrebbe ancora esserci. Ad esempio sulla sede dell’Azienda regionale: a seconda del collegio di appartenenza, i Dem (e non solo loro) hanno idee molto diverse. Sul fronte della verifica, il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha incontrato la delegazione del Psi. I socialisti hanno sollecitato un maggiore coinvolgimento della coalizione nelle scelte prima che «le riforme decise dalla Giunta arrivino in Consiglio regionale». Sempre per l’agenda politica è stato rinviato a giovedì o al massimo a venerdì l’atteso incontro bilaterale fra il governatore e Sel. Era previsto per oggi, ma è slittato per impegni precedenti del capogruppo Daniele Cocco e del senatore Luciano Uras.

Sanità. Il conto alla rovescia è cominciato. Mancano solo sette giorni al 19 luglio, giorno in cui il disegno di legge sull’Asl unica comincerà a essere discusso in aula dal Consiglio regionale. Lo scheletro della riforma è pronto, gran parte delle correzioni sono state concordate nelle riunioni del tavolo tecnico, ma restano ancora alcune zone grigie. Oggi il gruppo del Pd vorrebbe diradare le nubi e alla fine decidere di presentarsi ai prossimi vertici di maggioranza con una proposta sulla sede dell’Asl unica. Oppure sulla riorganizzazione dell’Agenzia per le emergenze-urgenze ancora in bilico fra essere accorpata o restare autonoma. Anche sul 118 regionale finora il Pd non è sembrato compatto, ma è il momento di prendere una decisione. L’obiettivo dichiarato del centrosinistra è presentarsi in aula con una proposta pressoché blindata, per evitare che all’ultimo momento, quello del voto, qualcuno si sfili per ragioni più o meno politiche.

Verifica. Il Psi s’è presentato a Villa Devoto con il consigliere regionale Raimondo Perra, tra l’altro è presidente della commissione Sanità del Consiglio, e buona parte della direzione regionale, con in testa Raimondo Ibba e Paolo Atzeri. Il giudizio dei socialisti su i primi due anni e mezzo di legislatura è stato in gran parte positivo. Anche se hanno lamentato «in alcuni casi il mancato coinvolgimento dei partiti e del Consiglio nelle decisioni più importanti». In effetti è lo stesso problema su cui la delegazione ha messo l’accento per il futuro: «Dobbiamo comunicare meglio il cambiamento al centro del nostro programma di governo», è stata la richiesta. Argomento su cui il presidente della Regione si è detto d’accordo. Per il Psi le priorità per la seconda parte della legislatura dovranno essere la sanità, in dirittura d’arrivo, poi il Patto per la Sardegna, ancora da firmare con il governo Renzi, la metanizzazione e l’urbanistica. «La nostra collaborazione continuerà a essere massima», ha detto Ibba ed è un passo in avanti rispetto alle frecciate lanciate dopo le elezioni amministrative dalla segreteria regionale del partito contro Pigliaru.

I tempi. Per la maggioranza, il primo obiettivo è portare a casa, entro luglio, la riforma sanitaria senza troppi strappi interni. Poi spetterà al Pd, che in settimana dovrebbe sciogliere la riserva sul nuovo segretario regionale, incontrare il presidente. Insieme al vertice con Sel, il primo partito a scoperchiare la pentola della verifica, quello con i Democratici potrebbe chiarire meglio quali saranno i tempi del rimpasto. Anzi, di un possibile «rimescolamento delle deleghe», come dice il governatore.

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