La Nuova Sardegna

Pigliaru: la Ue verso il sì

di Luca Rojch

Caso Ryanair, presto la soluzione. Oggi si discute la mozione contro Deiana

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Come una matrioska. I sindaci fanno pressione sulla Regione. La Regione fa pressing sullo Stato. Lo Stato chiede certezze all’Europa. Il risiko dei cieli sardi è una complicata scatola cinese. Ma il rimbalzo infinito di responsabilità e decisioni sembra essere arrivato al punto di non ritorno. Il futuro dei trasporti aerei è tutto in una serie di reazioni a catena. Di eventi concatenati.

Oggi nello stessa mattinata in consiglio regionale si discuteranno le due mozioni di sfiducia presentate da riformatori e Forza Italia contro l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana. Fuori dal palazzo sarà riunito il consiglio comunale di Alghero. Che tra le opere di Nivola spiegherà perché Ryanair deve restare nello scalo catalano. E come il Riviera del Corallo debba essere considerato come un panda ed essere salvato dall’estinzione. Il governatore Francesco Pigliaru rivela che l’Ue ha già deciso sulla procedura di infrazione. «Ci ha anticipato che la decisione sarà positiva».

La mozione. Per Deiana sarà una giornata di fuoco. L’opposizione si prepara all’assalto dell’assessore. Le mozioni sono due una ha come primo firmatario Michele Cossa, Riformatori, l’altra Marco Tedde, Forza Italia ed ex sindaco di Alghero. L’assessore finirà sul banco degli imputati per rispondere di un’infrazione delle norme europee creata dalla legge 10, varata dalla giunta Cappellacci. E perché in questi mesi non è riuscito a convincere la compagnia irlandese a non lasciare gli scali sardi. Lui non sembra troppo preoccupato. «Mozione di sfiducia? Grande rispetto, ma noi siamo impegnati a lavorare duro per arrivare a una soluzione positiva in pochissimo tempo – dice Deiana –. Abbiamo intensificato i rapporti con i diversi interlocutori e ricevuto rassicurazioni». «I tempi sono fondamentali – dice Deiana – sia per la ricapitalizzazione dell'aeroporto di Alghero, sia per i progetti delle compagnie».

I sindaci. Il pressing sulla Regione è partito dai sindaci del centro nord dell’isola. In testa Mario Bruno, primo cittadino di Alghero, ma con lui ci sono tante altre fasce tricolore. Chiedono alla Regione un atto di coraggio politico. In spiccioli più cuore e meno tecnica. Più fantasia e meno manuali di diritto.

La riunione. L’ultimo vertice poche ore prima della discesa su Cagliari. Con Bruno sempre più determinato nelle rivendicazioni. «Se entro qualche giorno non si troveranno soluzioni concrete per mettere in sicurezza la società di gestione dell'aeroporto di Alghero e incentivare il traffico di rotte sarà un disastro – spiega Bruno –. Si gioca sul futuro dell’isola». Il sindaco ha parlato in un incontro tra sindaci, Camera di Commercio, Confcommercio, Federalberghi, Confartigianato, Confindustria, Cna e sindacati. «Servono passi concreti da parte della Regione, con decisioni forti e immediate dal punto di vista politico e tecnico. Si deve evitare la chiusura della base Ryanair, salvare un territorio in affanno e garantire gli imprenditori».

Nord smarrito. In questa rivendicazione c’è anche il pericolo che il nord dell’isola perda uno dei due scali diventati strategici per lo sviluppo del territorio. C’è la battaglia per non diventare marginali nelle scelte politiche e sempre più piccoli e deboli come territorio.

Il governatore. Come una folata di maestrale. Il governatore Francesco Pigliaru irrompe sui cieli carichi di nubi dell’isola e dà certezze. Gioca in contropiede e anticipa qualsiasi attacco. Spiega di avere scritto una lettera al ministro Graziano Delrio. L’unico che può cancellare il rincaro delle tasse aeroportuali di 2,50 euro a biglietto. Uno dei motivi che ha indotto Ryanair a lasciare gli scali di Alghero e Cagliari. «Abbiamo mandato una lettera al ministro Delrio per avere una risposta immediata sulle tasse aeroportuali». Ma Pigliaru mette da parte la sua epidermica prudenza. E si sbilancia sul pronunciamento dell’Unione europea sulla procedura di infrazione. Quella che riguarda la legge 10, la normativa che dava soldi agli aeroporti per acquistare traffico con le low cost. Il governatore è certo che a breve, al massimo una decina di giorni, ci sarà il parere dell’Ue. E tra le righe si intende che questo sarà a favore della Sardegna. «Abbiamo già accantonato i soldi e siamo pronti a partire a razzo con nuovo bando per la continuità territoriale, anche la Ct2, quella con gli scali minori, e i low cost. Con molti più voli. Noi aspettiamo un quadro normativo per agire e spendere soldi in sicurezza».

Cambio di scenario. I più ottimisti sono convinti che con il pronunciamento dell’Ue in pochi giorni il caos dei cieli dovrebbe diventare un ricordo. In ogni caso non ci saranno più incertezze. Anche perché è stata stabilita una sorta di dead line. Il 30 luglio è la data ultima per mantenere accesa la speranza che Ryanair non chiuda per sempre la porta e lasci l’aeroporto di Alghero a un suo silenzioso destino.

Ma il risiko dei cieli è molto più complesso e l’isola paga l’assenza di un Piano dei trasporti. Una bussola che indica la direzione in cui gli scali dovranno crescere senza farsi un’inutile guerra fratricida. E senza creare inutili doppioni nelle rotte. La sfida per la Regione sarà anche restituire ai sardi il diritto alla mobilità. A viaggiare su navi e aerei a prezzi sostenibili e a non sentirsi più prigionieri dentro la loro isola.

@LucaRojch

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative