Sabina Guzzanti: «Un atto di prepotenza, è il solito centrodestra»
L'attrice contro lo stop del sindaco Settimo Nizzi al suo spettacolo
OLBIA. «Lo spettacolo è annullato, lo aveva voluto la vecchia amministrazione ma la nuova non intende confermarlo. Grazie e arrivederci». Ieri mattina è andata più o meno così. L’agente di Sabina Guzzanti ha ricevuto una telefonata dal Comune di Olbia che annunciava la cancellazione della serata organizzata dalla biblioteca comunale. «Non ci hanno detto di più», racconta l’attrice, raggiunta telefonicamente. Lei non sa ancora che il sindaco Settimo Nizzi e l’assessore Sabrina Serra hanno messo nero su bianco il bollo della censura in un comunicato stampa. «Me lo legga, per cortesia». Ed è così, per telefono, che la Guzzanti scopre che per l’amministrazione Nizzi il suo film «costituisce un'offesa ai milioni di elettori che hanno votato Forza Italia», compresi quelli di Olbia che proprio pochi giorni fa hanno riportato gli azzurri in municipio dopo 5 anni. «Mi sa che è l’ultimo villaggio che resiste, hanno vinto solo a Olbia – commenta l’attrice –. Ormai ci siamo anche dimenticati che esistono. Anche se poi capitano occasioni come questa che ci ricordano chi sono e perché godono di quella pessima reputazione che viene fuori nel film». Già “La trattativa”, l’oggetto della censura. Un film in cui - è l’accusa di Nizzi&Serra - si usa la mafia per gettare fango su Forza Italia e sul suo leader Silvio Berlusconi, «sempre assolto», tengono a rimarcare sindaco e assessore. Anzi, approfittano del comunicato per fargli gli auguri di pronta guarigione. La Guzzanti è attonita, gelata, prende un po’ di fiato prima di dire la sua. «In effetti sarebbe stato molto offensivo proiettare il film nel giorno della morte di Bernardo Provenzano, avremmo fatto a lui gli auguri di pronta guarigione ma non può rispondere», commenta l’attrice buttandola sul sarcasmo, ma immediatamente dopo si fa seria. «La trattativa è un documentatissimo che si basa solo su fatti realmente accaduti, non ho ricevuto neanche una querela. E Berlusconi non è vero che è stato assolto, il procedimento su di lui è stato archiviato».
La Guzzanti non ha più voglia di scherzare per l’atto di censura verso il suo film. «In questi due anni ho dovuto fare fronte alle opposizioni di Quirinale, giornalisti, politici – dice ancora –. E questo dell’amministrazione di Olbia è l’ennesimo gesto di prepotenza. Non so neanche se possano annullare un evento con queste motivazioni a poche ore dal suo svolgimento. Non è che se cambia colore una giunta si cancellano inceneritori o altre opere. Se c’è un accordo va rispettato. Senza contare che ci abbiamo messo tantissimo a organizzare la serata e mi spiace davvero tanto doverci rinunciare». Ma la resa dura solo qualche altro minuto, poco dopo da Olbia arriva la proposta di organizzare la proiezione del film in un locale, il Civico IV, e la Guzzanti accetta entusiasta. «La giunta berlusconiana-salviniana l’ha annullata con motivazioni vergognose – scrive su Facebook –. “Film offensivo” e tutto il repertorio antidemocratico che per fortuna ci stiamo dimenticando. Proiettare “La trattativa” nel giorno della morte di Provenzano forse sembra indelicato. Ma noi lo facciamo lo stesso». Non aveva, però, fatto i conti con la minaccia di sanzioni «Ci stanno impedendo di proiettare il film, minacciano il proprietario di farglielo chiudere. Comportamenti che ricordano solo la mafia e l'orrido periodo berlusconiano che ha devastato questo paese culturalmente e sotto tutti gli altri profili. Chi è qui vicino venga a darci una mano. Noi non molliamo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
