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Emirates fa spese nell’isola, occhi sugli aeroporti di Alghero e Cagliari

di Gian Mario Sias
Emirates fa spese nell’isola, occhi sugli aeroporti di Alghero e Cagliari

I piani della compagnia araba: sarebbe pronta a rilevare i due scali sardi. Progetto da un miliardo e mezzo di euro per rilanciare il litorale tra Stintino e Bosa

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ALGHERO. Contra Emirates Group è pronta a comprare l’aeroporto di Alghero e ad accollarsi tutti i suoi debiti e i suoi costi, comprese le attuali risorse umane, per un totale di 38milioni di euro.

Di più, molto di più. Contra Emirates Group è pronta a un investimento iniziale da 1 miliardo e mezzo di euro lungo la fascia costiera che va da Stintino a Bosa. Attività prevalente: il mercato turistico, ma senza disdegnare il gas, core business del gruppo. Tutto a una condizione: la garanzia della Regione che entro un anno si pubblichi il bando per la privatizzazione dell’aeroporto di Cagliari. Per fare turismo bisogna portare le persone, e allora la priorità degli investitori che arrivano da Abu Dhabi è l’aeroporto di Alghero. Ma siccome il “Riviera del corallo” non può sostenersi se non all’interno di un sistema aeroportuale integrato, Contra Emirates Group punta anche a quello di Cagliari. Senza chiedere corsie preferenziali, gli investitori fanno un discorso molto chiaro: se compriamo l’aeroporto di Alghero, investiamo. Ma al bando per l’aeroporto di Alghero partecipiamo solo se ci date certezze sulla privatizzazione dello scalo di Cagliari.

Contra Emirates Group, di cui Contra Investment è una spin off, è uno dei principali gruppi economici di Abu Dhabi. Nato a metà degli anni Settanta per favorire lo sviluppo di Abu Dhabi, oggi gestisce attività economiche e finanziarie diversificate in tutto il mondo e controlla 25 aeroporti internazionali, con una forza di contrattazione con le compagnie aeree davvero fuori dal comune. A guidare il gruppo è lo sceicco Khalid Bin Hamed Al Hamed, discendente di una delle più ricche e influenti famiglie degli Emirati Arabi. Laureato negli Stati Uniti e specializzato tra gli States e l’Inghilterra, ad Abu Dhabi ha ricoperto incarichi prestigiosi sino ad arrivare ai vertici del fondo sovrano. Oltre alle cariche istituzionali, si occupa di alcune società che spaziano dal settore immobiliare al bancario, dal trading al turistico-alberghiero, con il controllo di numerosi e prestigiosi hotel ubicati nelle maggiori città degli Emirati Arabi.

Delle ambizioni del gruppo in Sardegna, il direttore di Contra Investments, Fayez Al-Momani, ha discusso lo scorso 9 giugno a villa Devoto, sede istituzionale della presidenza della Regione. Chi abbia partecipato al summit convocato dal presidente Francesco Pigliaru non è trapelato, di sicuro la convocazione inviata dagli uffici del presidente era rivolta anche all’assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana, e al direttore generale di Sogeaal, Mario Peralda. Ai propri interlocutori, Al-Momani ha confermato la volontà di incrementare il numero dei turisti in Sardegna attraverso lo sviluppo dei due aeroporti, di investire su alberghi, campi da golf e ippodromi. Un esempio: Surigheddu e Mamuntanas, dagli studi effettuati in questi anni, potrebbe diventare secondo loro un centro di eccellenza per l’ippica.

Contra Investiment è pronta anche a rilanciare il sistema dei porti e ad acquisire quelli che hanno necessità di un profondo restyling. Ovviamente, se prendesse quota la possibilità di realizzare un gasdotto in Sardegna, il gruppo è pronto a investire e a mettere a disposizione il proprio know how e le proprie competenze.

Due giorni fa, mentre si discuteva la mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana, la loro offerta e la loro disponibilità ha fatto capolino per ben due volte, quando sono intervenuti i consiglieri Giovanni Satta e Attilio Dedoni, che hanno ricordato alla giunta di questa interessante opportunità da valutare. La partita è nelle mani di villa Devoto, gli arabi attendono una risposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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