L’ULTIMO GIAPPONESE DI SILVIO
di MARCELLO FOIS Sabina Guzzanti ringrazia il compagno Settimo Nizzi, ritornato, per un pelo, allo scranno di primo cittadino di Olbia. E lo ringrazia per essersi occupato in maniera così efficace...
di MARCELLO FOIS
Sabina Guzzanti ringrazia il compagno Settimo Nizzi, ritornato, per un pelo, allo scranno di primo cittadino di Olbia. E lo ringrazia per essersi occupato in maniera così efficace della promozione del suo ultimo film “La Trattativa”. Della pellicola che tratta delle possibili connessioni tra Forza Italia e la Mafia, ne sapevamo poco fino a quando, con un colpo da Ufficio Stampa navigato, il primo cittadino non ha deciso di farne un caso per i media.
Succede ai "servi sciocchi", a quei partigiani che vedono intorno a sé solo partigiani, a quelli che per voler accontentare il Principe, strafanno, perdono concentrazione e lucidità. Nizzi più che il sindaco di Olbia è il tutore di Berlusconi. Al Cavaliere è legato da una passione che nessuna olgettina potrebbe mai provare. E per questo, accecato dall'affetto, ha sbagliato. Ha, come si dice, sputato contro vento, dimentico che la Guzzanti è assai più osteggiata a sinistra che a destra. Ma soprattutto ha sbagliato mostrando di non aver capito questi tempi in cui qualunque opposizione è definitivamente morta e le compagini politiche vagano nel magma indistinto di un consociativismo ispirato più dalla necessità di sopravvivere che da un progetto politico. È un uomo all'antica Settimo, per lui il Patto del Nazareno non è mai esistito e Denis Verdini non ha mai votato a sinistra. Indomabile, irragionevole, non ha dismesso le armi né abbandonato il fazzoletto di jungla berlusconizzata che gli era stato affidato.
Abbiamo un bel dirgli che la guerra è finita, che il Cavaliere ha vinto su tutti i fronti raccogliendo i frutti di vent'anni di paziente lavoro, soprattutto ora che sembra in discesa.
Abbiamo un bel dirgli che ormai la cinematografia di sinistra è quella che produce i conturbanti film di Walter Veltroni. Che la letteratura di sinistra è un continuo sdegnare la cultura di sinistra. Che il pensiero di sinistra è solo berlusconismo 2.0.
Lui, Settimo, è ancora convinto che esistano i comunisti, e che mangino i bambini.
Lui non vuole che il Cavaliere subisca il vulnus di un ennesimo film denuncia della bolscevica Guzzanti, proprio in quel territorio che a lui è stato recentemente affidato per poco più di trecento voti. Per chiunque questa vittoria risicatissima sarebbe stata un invito a considerare quanto i tempi siano cambiati, quanto labile sia la differenza fra le fazioni percepita dall'elettore, quanto inutile sia indossare elmetto e cartucciera per ripristinare non si sa quale giustizia distributiva in un territorio vessato da invidiosi illiberali. Ma tant'è, Settimo è uomo di temperamento, toccategli tutto, ma non il Cavaliere. Il quale, va chiarito, non sarebbe affatto felice di sapere che il suo più profondo ammiratore, fa errori tanto marchiani per essere più realista del re. Il Cavaliere per primo direbbe al sindaco Nizzi che è finito il tempo degli editti: dopo di lui, dopo la Bulgaria, il diluvio. Il Cavaliere direbbe al suo incauto sostenitore, obnubilato dalla tenerezza, che la Guzzanti, senza l'apporto della sua anacronistica crociata, avrebbe riunito al massimo un manipolo di pasdaran.
Ieri, al contrario, migliaia di persone hanno manifestato solidarietà alla regista della "Trattativa". Perciò grazie, compagno Nizzi: hasta la victoria siempre!
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