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Bombe su ruote, ecco la car jihad

Bombe su ruote, ecco la car jihad

La recente propaganda dell’Is: «Usate i camion per falciare i nemici di Dio»

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NIZZA. La strage di Nizza compiuta con un Tir lanciato sulla folla è stata ispirata alle nuove tecniche propagandate nei mesi scorsi dall’Is e annunciate solo poche settimane fa dal sedicente portavoce dell’organizzazione jihadista, Abu Muhammad al Adnani. Prima dell’inizio del mese islamico di Ramadan, alla fine di maggio, Adnani aveva esortato i «combattenti sulla via del jihad» ad attaccare i miscredenti ovunque essi fossero e di ucciderli con qualsiasi mezzo. «Se non siete in possesso di pallottole o di ordigni, afferrate una pietra e spaccategli la testa. Oppure uccidete con un coltello. O investitelo con un’auto. Gettatelo dall’alto di un palazzo. O strangolatelo con le mani. Usate il veleno!». In Siria e in Iraq l’organizzazione dello Stato islamico opera dal 2013 come una forza di insurrezione.

E non usa solo tecniche tipiche del terrorismo, come autobomba e kamikaze contro civili, ma anche modalità di guerriglia: unoscenario noto anche a Israele. In Occidente, la nebulosa di radicali che si rifanno all’Is dimostra una accresciuta capacità di condurre azioni terroristiche tanto sanguinose quanto spettacolari usando però strumenti contro i quali non sembra esserci protezione. In uno dei numeri di Inspire, rivista in inglese di propaganda jihadista, si suggeriva di usare i camion come delle falciatrici, «non per tagliare l’erba ma per falciare i nemici di Dio». Con la battaglia portata ora nel cuore dell’Occidente, i seguaci dell’Is - siano essi organici al gruppo o semplicemente adepti alla ricerca di un loro personale riscatto - si sentono legittimati a ricorrere a tecniche e strumenti solitamente non usati per condurre attacchi premeditati. L’attentatore di Nizza ha potuto facilmente eludere i controlli, portando il Tir a cui era alla guida in un’area dove un’autobomba o un commando di miliziani forse non sarebbe potuto arrivare. Rifornirsi di esplosivo è inoltre assai più difficile in una città europea che non in Siria o in Iraq. Per molti aspiranti terroristi-cittadini europei la via più semplice sembra dunque quella di affidarsi a quel che offre il panorama urbano: un camion, un’auto, pietre, coltelli. Proprio come affermava Adnani e come teorizzava al Qaida, la madre dell’Is.

La cosiddetta car jihad, la tecnica cioè di usare un autoveicolo per portare un attacco terroristico, è stata adottata già in passato. Già nel maggio del 2013, a Londra, due attentatori di origine nigeriana si scagliarono in auto contro un soldato britannico per poi infierire sulla vittima con un’arma da taglio. Mentre il 20 ottobre 2014 in un sobborgo di Montreal un 25enne canadese convertitosi all’Islam ha investito in auto due militari canadesi, uno dei quali è rimasto ucciso.

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