La Nuova Sardegna

LE STORIE. FESTA TRASFORMATA IN UN INCUBO

Decine di bambini morti e feriti Tre cittadini italiani tra i dispersi

di Cinzia Lucchelli
Decine di bambini morti e feriti Tre cittadini italiani tra i dispersi

ROMA. Lo skateboard macchiato di sangue, tra corpi immobili e scomposti. La bambola con il vestitino rosa accanto a un corpo coperto da un telo dorato. I passeggini e le piccole biciclette...

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ROMA. Lo skateboard macchiato di sangue, tra corpi immobili e scomposti. La bambola con il vestitino rosa accanto a un corpo coperto da un telo dorato. I passeggini e le piccole biciclette abbandonate. La vista della Promenade des Anglais di Nizza, dopo che un camion ha falciato la folla per due chilometri, porta i segni di una strage di bambini e adolescenti. «Tra le vittime - ha detto da subito il presidente francese Francois Hollande - ci sono tanti stranieri e tanti bambini, venuti a vedere fuochi d’artificio».

I piccoli uccisi sono dieci (tra di loro non ci sono italiani, riferisce il console a Nizza, Serena Lippi). In tutto le vittime sono 84 provenienti, tra gli altri Paesi, da Russia, Svizzera, Belgio, Ucraina, Cina, Armenia. I primi riconoscimenti raccontato ultimi istanti di vita. Una delle prime persone ad essere travolta dal camion dell’attentatore è stata una donna musulmana, Fatima Charrihi, madre di sette figli. Sean Copeland, 51 anni, americano, è morto con il figlio di 11 anni. Una donna marocchina con il suo piccolo. La sera del 14 luglio i bambini che si sono ritrovati soli tra la folla sono stati radunati nella caserma Auvare, sede della polizia della città. Quelli feriti sono stati trasportati all’ospedale di Lenval. Erano 54, avevano fratture agli arti, alcuni traumi cranici. Due non ce l’hanno fatta. Ne rimangono ricoverati quindici, di cui alcuni sono gravi; quattro sono tra la vita e la morte.

Ai feriti, 202 in tutto, si aggiungono i dispersi. Ieri è stato il giorno dei disperati appelli sui social. Sono state moltissime le richieste di aiuto pubblicate in rete da chi non aveva più contatti con una persona cara. Una fotografia accompagnava la speranza di ritrovare figli, genitori, fratelli, conoscenti. L’appello in rete ha coinvolto anche i tre italiani che risultano dispersi in Costa azzurra. Non si hanno più notizie di una coppia di Voghera, Angelo D’Agostino, 71 anni, e Gianna Muset, 68. A Nizza per festeggiare la pensione di lui, erano sulla Promenade des Anglais al momento dell’attentato. I loro telefoni hanno suonato a lungo a vuoto, poi sono rimasti muti. Risulta dispersa anche Marinella Ravotti, di 55 anni. Il marito, Andrea Avagnina, 53 anni di San Michele di Mondovì (Cuneo), si trova in gravissime condizioni all’ospedale Pasteur di Nizza.

Non è ancora stata rintracciata una 48enne di Piasco (Cuneo), Carla Gaveglio. Ma alcuni testimoni l’avrebbero vista mentre veniva caricata su un’ambulanza. Era con la figlia, 14 anni, ricoverata in ospedale con alcune fratture. Tra i feriti anche Gaetano Moscato, 71 anni, in vacanza a Nizza con la famiglia. Stava passeggiando con i due nipoti quando il camion è piombato sulla folla. L’uomo lo ha visto e ha spinto lontano i due ragazzi, salvando loro la vita. Gli è stata amputata una gamba.

Simili a questa, emergono altre storie di bambini salvati. Come quelli trascinati dentro un ristorante armeno dal gestore. Rischiavano di rimanere calpestati dalla folla che si era riversata in un stradina vicino al luogo dove era stato bloccato il terrorista: erano caduti, alcuni già feriti e l’uomo ha aperto la porta per farli entrare. Una donna incinta di sette mesi è stata salvata dal marito, Timothé Fournier, che è riuscito a spingerla sul ciglio della strada qualche secondo prima che arrivasse il camion a tutta velocità. Timothé è morto.

Ha un lieto fine la storia del neonato di 8 mesi originario del Madagascar che nella confusione del 14 luglio era rimasto solo nel suo passeggino. Grazie anche agli appelli sui social, la zia è riuscita a ritrovarlo. È nato anche un bimbo, nella notte della strage: una giovane donna incinta di nove mesi che si stava nascondendo con il marito e i figli ha partorito sulla spiaggia dopo essersi rifugiata con altre 1.500 persone nel ristorante Ruhl Plage, affacciato sul mare. Quando ha cominciato ad avere le contrazioni i camerieri l’hanno aiutata a spostarsi nelle cucine e a creare una sorta di giaciglio. Tra la folla c’era anche un medico che l’ha aiutata fino all’arrivo dei soccorritori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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