La Nuova Sardegna

Italia blindata, la vigilanza si alza

Squadre speciali in 20 città, controlli a Roma per il concerto di Springsteen

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ROMA. Un ristorante a Dacca, un lungomare a Nizza. Luoghi affollati, non presidiati dalle forze dell’ordine. Sono potenzialmente infiniti i target simili in un Paese come l’Italia. Impossibile proteggerli tutti, tenuto conto che le misure di sicurezza sono già spinte al Livello 2, il massimo. Dopo, c’è solo l'attacco in corso. Di questa preoccupazione si è discusso al Viminale: già giovedì alla riunione del Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica; poi oggi a quella del Comitato strategico antiterrorismo (Casa) convocata dopo la strage di Nizza. E si è deciso di dare un’indicazione precisa a prefetti e questori: in caso di assembramenti, si valuti la possibilità di chiudere le vie limitrofe, proprio per evitare attacchi con il metodo del car jihad, come accaduto nella città francese. Il punto sulla sicurezza dell’Italia dopo l’attacco sul lungomare è stato fatto a Palazzo Chigi con il premier Matteo Renzi, in riunione con il sottosegretario all’Intelligence, Marco Minniti. Poi al Viminale, col ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha presieduto la riunione del Casa. Alla fine è partita la circolare a prefetti e questori, che vengono invitati a «rivisitare» i piani di controllo sul territorio e a «riqualificare» gli obiettivi sensibili alla luce della nuova minaccia, che prende di mira affollati soft target. Il documento chiede pertanto di valutare la possibilità di disporre «zone di rispetto e prefiltraggio», nonché, dove possibile, il «divieto di circolazione» ed il «blocco del transito» in prossimità di zone dove è previsto assembramento di persone, come concerti, feste, eventi religiosi, località turistiche. Ci saranno dunque più agenti, anche in borghese, in queste situazioni, mischiati tra la gente. E si impedirà la circolazione, quando sarà ritenuto opportuno. L’esempio lo ha fatto lo stesso Alfano rispondendo a chi gli chiedeva come si pensa di poter proteggere obiettivi così esposti come quello colpito a Nizza. «Quando era prefetto di Roma - ha ricordato il ministro - l’attuale capo della Polizia, Franco Gabrielli, chiuse via della Conciliazione per il Giubileo, una scelta che suscitò polemiche. Sarà comunque ciascun prefetto a valutare, in base al suo territorio, cosa fare e cosa non fare». La partita chiave si gioca comunque sul piano della prevenzione, cogliendo per tempo i segnali di pericolo.

E intanto vengono allertate le squadre speciali antiterrorismo, pronte ad intervenire immediatamente in caso di emergenze. A bordo di mezzi completamente blindati si muovono in 20 città (Roma, Milano, Torino, ma anche centri più piccoli come Lecce e Venezia). Dopo la strage di Nizza, i team degli specialisti sono in allerta. Si tratta, ha spiegato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, «di un ulteriore potenziamento del livello di sicurezza per rispondere in modo più adeguato ad una minaccia diffusa ed indiscriminata».

E sono state più che rafforzate le misure di sicurezza per l’affollatissimo concerto di questa sera nell’arena del Circo Massimo dove sono attese centinaia di migliaia di persone - le stime calcolano fino a centomila presenze - per l’esibizione di Bruce Springsteen e della sua E-Street Band, la prima nel cuore dell'antica Roma, un evento che ha calamitato un pubblico internazionale. L’evento è di quelli da “bollino rosso”.

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