Datome senza paura «Pronto a tornare nella mia Istanbul»
Il campione di basket segue con attenzione gli avvenimenti Da un anno nel Fenerbahce è diventato un idolo dei tifosi
SASSARI. «Leggo i giornali, seguo gli avvenimenti in tempo reale sui social. Sto cercando di capire quello che sta accadendo ma è davvero complicato dare una valutazione». Gigi Datome allarga le braccia e scuote la testa. Il capitano della nazionale italiana di basket è rientrato da pochi giorni in Sardegna, nella sua Olbia, finalmente in vacanza dopo una lunghissima e impegnativa stagione. Che si è conclusa una settimana fa a Torino con il PreOlimpico, ma che nei mesi precedenti lo ha visto protagonista nel campionato turco con la maglia del Fenerbahce, una delle squadre storiche di Istanbul. Ed è proprio sul Bosforo che Datome tornerà a metà agosto, per il suo secondo campionato con la maglia giallonera.
«Sì, certo, tornerò presto in Turchia – assicura il giocatore, che compirà 29 anni il prossimo novembre –. Non posso dire di avere paura, è chiaro che la tensione dopo il tentativo di colpo di Stato di venerdì notte è alta. Ho visto alla tv le immagini dei carri armati e della gente in piazza, so che ci sono state vittime e questo è sconfortante. Sembra però che la situazione sia tornando alla normalità abbastanza in fretta».
Oltre dieci mesi trascorsi a Istanbul, dove risiede in una zona centrale, sono stati più che sufficienti per farsi conquistare dal fascino dell’antica capitale della Turchia. Nel tempo libero, tra allenamenti, partite e trasferte in giro per la Turchia e per l’Europa, Datome ama girare per la città come un semplice turista. Le sue foto, pubblicate sui social, hanno un grande successo anche tra i tifosi turchi, che lo hanno presto eletto loro beniamino. «Ho sentito alcune persone che fanno parte della squadra e dello staff – racconta l’atleta gallurese – per fortuna stanno tutti bene. Ora vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni ma, ripeto, dall’Italia non ho molte più informazioni rispetto a chi guarda la tv».
Un altro anno di contratto con il Fenerbahce che intende onorare («non ho alcun dubbio, resterò»), per provare un nuovo assalto al tetto dell’Europa dopo avere perso in finale l’Eurolega. Datome ha però vinto al primo colpo il campionato turco, venendo eletto miglior giocatore della finale e facendo così definitivamente breccia nel cuore dei tifosi gialloneri. «Il calore del pubblico turco è fantastico – ha raccontato più volte durante questa sua prima stagione sul Bosforo –, nei palazzetti c’è una grandissima passione. Con i tifosi ho un ottimo rapporto, credo che apprezzino il mio impegno».
Una curiosità: il soprannome di “Gesù”, dovuto alla sua barba, ha varcato i confini italiani (e degli Usa, dove Datome ha giocato a Detroi e Boston), per approdare a Istanbul: anche tra tifosi del Fenerbahce, ora c’è infatti chi lo chiama “Jesus of the Bosphorus”. Come dire: l’unica religione di cui si parla alla Ulker Arena è il basket.
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