Gli studi cominciarono a Talana
Nel 1995 ci fu l’avvio della raccolta dati negli “isolati genetici”
CAGLIARI. Un’area, un paese, un sito dove da generazioni, meglio da secoli, i contatti con altri territori sono ridotti all’essenziale: nel linguaggio della scienza si chiama isolato genetico e la Sardegna, nel suo insieme, lo è già. All’interno dell’isola però esistono isolati negli isolati, paesi che per ragioni storiche sono rimasti a lungo impermeabili agli scambi con altre comunità. Nel 1995 il ricercatore del Cnr Mario Pirastu decise di cominciare a raccogliere dati sulle cause di morte, sull’incidenza di malattie e sulle nascite a Talana, un paese nato da un ceppo di nove persone e dove i matrimoni si sono succeduti per decenni e decenni sempre all’interno della comunità. Più avanti Pirastu allargò la ricerca a quasi tutta l’Ogliastra, coinvolgendo altri centri per costituire il Parco genetico più grande d’Europa. Ed è così che nacque la biobanca Shardna, una delle più grandi e più antiche del mondo: 230 mila campioni biologici prelevati da circa 13 mila abitanti genealogicamente radicati nella stessa superficie circoscritta. Una comunità geneticamente omogenea caratterizzata da documenti e dati genealogici certificati che risalgono a più di quattrocento anni fa, integrati con i dati di genotipizzazione e cartelle cliniche. L’area dell’ Ogliastra ha una prevalenza di centenari quasi cinquanta volte maggiore di quella degli Stati Uniti e del Regno Unito, gli gli abitanti hanno la seconda più alta longevità dopo Okinawa e la «zona blu» che si trova nelle province di Ogliastra e Nuoro, dove i villaggi sono stati isolati per secoli, mostra un valore dell’indice di longevità calcolato per i nati tra il 1880 e il 1900, pari al doppio di quello di tutta la Sardegna. La società Shardna spa è stata fondata nel 2000 ed è stata la prima società di ricerca italiana nel campo della genomica, creata inizialmente attraverso un sodalizio pubblico-privato. Fino alla sospensione dell’attività lavoravano in Shardna sessanta operatori stabili, più altri sessanta a contratto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google