La Nuova Sardegna

L’incertezza del dopo soru

Pd, il segretario entro luglio

Fissata la data dell’assemblea regionale. Il favorito è Comandini

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CAGLIARI. Il Pd non può più scherzare col fuoco. Il «buco» nella segreteria regionale dopo le dimissioni di Soru, risalgono a maggio e all’indomani della condanna per evasione fiscale, dovrà tapparlo entro il primo agosto. È per quel giorno, fra poco più di due settimane, che la presidente del partito Giannarita Mele ha convocato l’assemblea regionale per l’elezione del successore. È una convocazione precisa, ore 16 all’hotel Mistral di Oristano, che non ammette rinvii. Il che vuol dire: una scelta dovrà essere comunque fatta entro la fine del mese. Cioè: il Pd deve darsi una mossa e riuscire in poco tempo a realizzare dove invece finora ha fallito. Anche l’ultimo direttorio delle quattro correnti – doveva essere ieri – è slittato a data da destinarsi, ma dopo la convocazione dell’assemblea gli appuntamenti non possono certo saltare per sempre.

Oltre lo stallo. C’è ancora un equilibrio da trovare fra i popolari-riformisti capeggiati dagli ex parlamentari Antonello Cabras e Paolo Fadda, che nel frattempo ha passato la mano al fedelissimo Cristiano Erriu. È la corrente che più delle altre vorrebbe subito un congresso regionale straordinario Poi ci sono i soriani. Dopo aver divorziato all’inizio dell’anno dai popolari riformisti, solo in queste settimane hanno cominciato a riprendersi dalle disavventure capitate al loro leader e nel frattempo pare si siano avvicinati ai renziani della prima ora. Renziani che, insieme agli ex Ds, fanno parte dell’ex minoranza del partito, quella uscita sconfitta alla fine del 2014. Mesi fa hanno ricevuto loro l’incombenza di presentare la rosa dei papabili. In testa alla lista c’è sempre Piero Comandini, consigliere regionale e pare gradito dal cerchio magico di Renzi in Sardegna e nella penisola. Poi nell’ordine gli altri: Giuseppe Luigi Cucca, senatore e vicino al ministro Graziano Delrio, e Giulio Calvisi, ex deputato che a Roma fa parte dell’area (in disgrazia dopo le Comunali capitoline?) guidata dal presidente del Pd Matteo Orfini. La quarta corrente è quella degli ex civatiani, il nome del gruppo è «La Traversata», che vorrebbe un taglio netto col passato e un drastico cambio generazionale.

Le posizioni. Giacomo Spissu, portavoce dei popolari riformisti, ha detto: «Se l’ormai indispensabile congresso regionale sarà organizzato prima del referendum costituzionale, ancora in bilico fra ottobre e novembre, allora il primo agosto potrebbe venir fuori il nome del segretario. Altrimenti sarà tutto più difficile». Ma si sa già che Renzi ha rinviato i congressi a dopo il referendum e quindi la partita si complica. Per il senatore Ignazio Angioni, uno dei leader della corrente ex Ds-renziani, «oggi più che mai serve un nome condiviso, perché non abbiamo bisogno di un tappabuchi, ci serve un segretario a prescindere che duri qualche mese o fino a gennaio». (ua)

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