Raggira il nonno, e si gioca 500mila euro
In due anni il nipote si è fatto consegnare mezzo milione dall’anziano parente e lo ha speso tutto alle slot machine
CAGLIARI. Aveva accumulato debiti di gioco chiedendo soldi in prestito ad amici e conoscenti. Per poterli restituire e, nel contempo, continuare a giocare alle slot o fare scommesse sul calcio, ha raggirato il nonno che stravede per lui. Nei guai è finito un nipote 32enne dell'anziano e il suo complice un 56enne, entrambi disoccupati.Il raggiro è stato scoperto dalla squadra mobile. Gli accertamenti effettuati hanno permesso di scoprire che in passato il nipote, prospettando difficoltà economiche legate alla sua condizione di disoccupato, aveva chiesto periodicamente somme di denaro all’anziano (per l’ammontare di circa 100mila euro). Non solo, tra il 2014 e il 2015 aveva convinto il nonno a disinvestire due polizze assicurative da 200mila euro l’una e, sempre approfittando delle condizioni dell’anziano e del forte affetto che lo stesso nutre nei suoi confronti, si era fatto consegnare quasi l’intero importo (360mila euro circa) in diverse tranche.
Ma forse il momento più penoso è stato proprio l’ultimo. Nell’aprile scorso il nipote è tornato alla carica: al nonno ha chiesto 30mila euro. L’anziano gli ha detto di non avere più nulla se non un appartamento e così il nipote si è attivato per venderlo e trovare un acquirente. Un mese dopo, trovato l’acquirente, venduto l’appartamento e acquisita la somma pattuita (90mila euro) con un assegno postale, il nipote ha chiesto ad un conoscente munito di auto, di accompagnare lui ed il nonno ad incassare l’assegno. Una volta giunti all’ufficio postale il nipote ha tentato di aprire un conto cointestato ma non è stato possibile a causa di alcune sue pendenze finanziarie. Per aggirare l’ostacolo il nipote ha proposto al conoscente che li aveva accompagnati di cointestare il conto con l’anziano. L’uomo ha accettato solamente di essere delegato a prelevare e versare sul conto. Fatta questa operazione il complice, nei giorni successivi, su richiesta del nipote, ha emesso un primo assegno da 4mila euro, più altri 5 dell’ammontare di 3mila euro. Il nipote, sempre nello stesso periodo, ha inoltre effettuato con il bancomat prelievi per un ammontare di circa 4mila euro. Il resto della famiglia dell’anziano non sapeva nulla di questo nuovo conto, un figlio si è presentato allo sportello postale e, davanti all’istanza di emissione di 19 assegni da 3mila euro ciascuno presentata dal complice, l’impiegato delle Poste ha chiamato il 113. L’intervento di un equipaggio della squadra volante ha permesso di identificare il complice. La perquisizione effettuata sul posto, sulla persona e sul veicolo del complice ha permesso di rinvenire 335 euro, biglietti elimina code delle Poste Italiane, documentazione varia inerente il conto corrente postale in questione, fogli manoscritti in cui il nipote dava atto di aver ricevuto dal complice 4mila euro in contanti in data 31 maggio 2016, 3mila euro in contanti e 5 assegni dell’ammontare ciascuno di 3mila euro in data 1 giugno 2016. A tutela dell’anziano è stato immediatamente estinto il conto corrente utilizzato per raggirarlo e la somma residua è stata riversata su altro conto protetto. Il nipote, messo alle strette dall’incalzare delle domande degli investigatori della squadra mobile è crollato, raccontando di aver raggirato il nonno in quanto bisognoso di continue somme di denaro poiché caduto nella rete dei videogiochi. I due compari sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di circonvenzione di incapace.
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