La Nuova Sardegna

Ticket in arrivo: un tuffo a Goloritzè costerà cinque euro

In vigore da agosto, fa già discutere gli operatori turistici Il sindaco: «Servirà a garantire pulizia e tutela della cala»

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BAUNEI. Dal primo agosto un tuffo nelle acque turchesi di Cala Goloritzè, una delle spiagge più belle dell’isola, costerà cinque euro. La notizia arriva dal Comune di Baunei che ha preannunciato l’iniziativa sulla propria pagina Facebook, creando non poco scompiglio tra tutti coloro che vivono del turismo nelle cale del Golfo di Orosei: principalmente i proprietari dei barconi, che in quelle spiagge trasportano ogni giorno centinaia di persone, e i noleggiatori di gommoni. Il motivo? «Iniziamo da Goloritzè», recita il post dell’amministrazione comunale, facendo intendere che presto il ticket potrebbe essere introdotto anche nelle altre spiagge. Va ricordato che fanno parte del territorio di Baunei le più belle cale di questo tratto della costa orientale, da Cala Luna (che per oltre metà spiaggia fa capo al Comune di Dorgali) sino appunto a Cala Goloritzè, passando per Cala Sisine e Cala Mariolu.

Già da un paio d’anni i turisti che quotidianamente raggiungo le cale di Baunei a bordo dei barconi provenienti da Cala Gonone, Orosei, La Caletta, Santa Maria Navarrese e Tortolì versano un contributo facoltativo di un euro al Comune ogliastrino, attraverso l’associazione Club di prodotto Costa di Baunei, per contribuire alla salvaguardia e alla pulizia di quei luoghi. In sostanza, gli armatori dei barconi chiedono un euro in più rispetto al biglietto spiegando ai turisti a cosa servirà. «Il 90 per cento lo versa volentieri – dice il presidente del Nuovo consorzio trasporti marittimi di Dorgali, Paolo Mura –, certo se dovesse aumentare a 5 euro avremmo seri problemi a proporlo».

Al momento, comunque, il problema non si pone per Cala Goloritzè. La spiaggia nota per la caratteristica guglia alta 143 metri infatti è da tempo un monumento regionale, e i barconi non possono attraccarvi, anzi si devono tenere a debita distanza a causa delle boe che segnalano il divieto, poste a un centinaio di metri dall’arenile. Ciò non toglie che la spiaggia sia una delle mete preferite dei piccoli natanti, spesso presi a noleggio, che ormeggiano a ridosso delle boe, dando modo ai turisti di raggiungere la spiaggia a nuoto. «Il problema non si pone – dice il sindaco di Baunei Salvatore Corrias –. La nostra iniziativa riguarda la stragrande maggioranza delle persone che raggiungono Goloritzè dall’interno, con un’escursione di un’ora o poco più. Il ticket è rivolto a loro, che potranno lasciare l’auto nell’area custodita di Su Porteddu, dove troveranno anche i servizi igienici, pagare e proseguire a piedi per la spiaggia. Il ricavato servirà a pagare il personale del Comune che garantisce la sicurezza e la pulizia del luogo, e offrire servizi e vigilanza». Sin qui per chi arriva via terra. Ma il ticket andrà applicato anche a chi arriverà via mare? «Certamente – dice il sindaco – ma ripeto che si tratta di casi isolati. Il grosso delle presenze è costituito da escursionisti che provengono dall’interno. Il carico antropico con gli anni è diventato eccessivo, il ticket è un doveroso contributo alla pulizia del sentiero e della spiaggia svolta dal Comune».

Ma mettiamo che qualcuno, dopo aver nuotato sino alla riva, o aver raggiunto la spiaggia con una canoa, si veda esigere i cinque euro. Sarebbe legittimo? «L’accesso al demanio non si può far pagare», dice Stefano Deliperi del Gruppo d’intervento giuridico, associazione che comunque vede favorevolmente il ticket nell’area di sosta a monte della spiaggia se ad esso corrispondono tutela ambientale, pulizia e servizi.

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