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Riformatori/Proposta di legge nazionale

Banche, i politici fuori dai vertici

Banche, i politici fuori dai vertici

Dedoni: la Fondazione di Sardegna è un caso evidente d’ingerenza

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CAGLIARI. La politica e chi ha fatto politica deve rimanere lontano dalle banche e dalle fondazioni bancarie. «L’incompatibilità è evidente, il conflitto d’interessi anche». A sostenerlo è il gruppo dei Riformatori in Consiglio regionale, che ha presentato una proposta di legge nazionale per «evitare che questo pericoloso cortocircuito continui a far danni». Nel riporre un loro storico cavallo di battaglia, più volte hanno contestato la nomina dell’ex senatore del Pd Antonello Cabras alla presidenza della Fondazione (Banco) di Sardegna, i Riformatori sono sicuri che «stavolta l’iniziativa, una volta approvata dal Consiglio regionale, troverà terreno fertile in Parlamento, perché anche Renzi la pensa come noi». Per il capogruppo Attilio Dedoni «con la nostra proposta di legge nazionale, cominciamo un percorso di vigilanza e controllo su uno degli aspetti più oscuri in Italia: l’ingerenza della politica e dei politici nelle banche». Gli articoli sono solo due: l’incompatibilità totale per chiunque abbia ricoperto cariche europee, parlamentari, regionali o comunali, assessori compresi, di far parte dei consigli d’amministrazione delle banche o delle fondazioni. «Le prime a scriverlo sono le stesse Fondazioni, nella loro regole interne del 2012, ma poi non le applicano», ha sottolineato il coordinatore regionale Michele Cossa. Per i Riformatori «è necessario e indispensabile che il legislatore intervenga nell’interesse generale, in modo imparziale, nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e di obiettività. «È emblematica la vicenda della Fondazione di Sardegna – ha rincarato Cossa – che è da tempo il feudo di una corrente del Pd, ma la politica continua a far finta di nulla, mentre noi sappiamo che quegli uffici erogano più contributi della Regione e bisognerebbe andare a vedere chi sono i beneficiari: sempre gli stessi». Attilio Dedoni ha sollevato anche un altro caso a metà fra la politica e le banche: «Sappiamo – ha detto – che la Bper non avrebbe ancora pagato per intero il costo dell’acquisizione del Banco di Sardegna. Anche su questo chiederemo chiarezza e vorremmo capire come mai finora la Giunta regionale, seppure sollecitata più volte, è rimasta finora in silenzio».

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