I tempiesi: un sogno che si avvera l’opera dà lustro alla nostra città
TEMPIO. Orgoglio, soddisfazione, nostalgia e qualche lacrima nelle parole dei componenti tempiesi la Fondazione De André che, ai primi del 2004, con il beneplacito di Dori Ghezzi, incontrarono a...
TEMPIO. Orgoglio, soddisfazione, nostalgia e qualche lacrima nelle parole dei componenti tempiesi la Fondazione De André che, ai primi del 2004, con il beneplacito di Dori Ghezzi, incontrarono a Genova, Renzo Piano per chiedere con molta umiltà e altrettanta determinazione «qualcosa di importante» che ricordasse l’amico comune. Ieri, dopo 12 anni di attesa, la richiesta si è materializzata. Quella pattuglia di tempiesi, sognatori come Fabrizio, era composta da Franco Maciocco, Piero Stangoni, Giuseppe Visicale, Valentina Visicale e Chiara Seghene.
L’ingegnere. «Non posso che essere soddisfatto di quanto è stato fatto», dice Giuseppe Visicale, ingegnere che conobbe De André e Dori Ghezzi sin dal loro arrivo all’Agnata. Visicale appare visibilmente commosso oltre che felice mentre ammira le vele della piazza intitolata al suo amico. «Avevamo chiesto a Renzo Piano, qualcosa” che desse lustro alla memoria di De Andrè e, al tempo stesso, alla nostra città. Oggi quel qualcosa è sopra di noi ed è una gioia immensa». Visicale non può esimersi dal parlare di Renzo Piano. «Una persona amabilissima, dice, umile e che sa metterti subito a tuo aggio. Un genio inimitabile nella sua professione».
La ragazza. «Fabrizio – aggiunge Maria Francesca Maciocco, figlia di Franco, commercialista, consulente sin dall’inizio di Fabrizio De André, è entrato nella nostra casa che io era ancora piccola e ne rimasi ammaliata. Sono praticamente cresciuta con le sue canzoni, ascoltate più dal vivo che dai dischi in vinile. Non ho vergogna a dire che quando ho cominciato a lavorare nello studio con mio padre, tutte le volte che Fabrizio telefonava per consulenze, mi scioglievo nel sentire dall’altra parte del filo sentirmi dire: “Ciao sono Fabrizio.” Parlavo con un poeta. Oggi assieme a mio marito, nei momenti di relax nella nostra casa, ascoltiamo solo De André».
Il commercialista. «Quello che è stato e continua a essere Fabrizio De André e la sua famiglia per me non è descrivibile – dice Franco Maciocco – Ho avuto il privilegio di frequentare ed essere amico di Fabrizio durante tutta la sua permanenza a Tempio e in Gallura per circa ventiquattro anni. Credo di poter dire che lui ha rispettato sempre la nostra identità, la nostra galluresità e la nostra dignità integrandosi perfettamente nel mondo agro-pastorale della nostra regione, nonostante la triste e nota vicenda. Ritengo che l’opera di Renzo Piano rispecchi in pieno l’animo e i sentimenti di Fabrizio».
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