Maxi rogo nel Sarcidano, si segue la pista dolosa
Tra Nurri e Isili il fuoco ha bruciato più di 1600 ettari di pascolo e boschi. Danneggiate molte aziende e la linea del trenino verde. Fiamme anche a Guspini
NURRI. Ha arso per tutta la notte ed è stato spento solo ieri mattina lo spaventoso rogo che mercoledì ha devastato le campagne del Sarcidano mandando in fumo oltre 1600 ettari di terreno, tra stoppie, pascolo, macchia mediterranea e aree boschive. Mentre erano ancora in corso le operazioni di bonifica sono iniziati i primi sopralluoghi per fare il punto della situazione e una prima sommaria stima dei danni. Dietro il gigantesco rogo che potrebbe esserci la mano dell'uomo.
È questa l'ipotesi su cui si stanno concentrando gli investigatori del Corpo forestale e vigilanza ambientale che insieme ai vigili del fuoco, Protezione civile e i volontari, con l'ausilio dei carabinieri che hanno pattugliato le strade, hanno lavorato per ore per completare le bonifiche. Attualmente sono in corso i controlli di tutte le aree percorse dal rogo, mentre alcuni allevatori si sono già presentati dai carabinieri per denunciare i danni subiti. Al momento non è possibile quantificarli in modo esatto.
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L’incendio ha danneggiato anche numerose aziende agro zootecniche e diverse infrastrutture pubbliche, tra cui linee elettriche e telefoniche e alcuni tratti della linea ferroviaria del trenino verde. Ha ridotto in cenere una parte della staccionata dell’ippodromo di Nurri (con molta probabilità salterà il palio programmato per il 4 settembre) e messo fuori uso l’impianto trasmissione dati del parco eolico. Tra le fiamme sono morti diversi capi di bestiame soprattutto ovino. Il bilancio sarebbe stato molto più grave se gli allevatori non si fossero mobilitati e avessero lottato all’estremo delle forze per mettere in salvo le greggi e difendere le aziende e non avessero supportato la task force antincendi. Fioccano anche le prime polemiche.
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«Il fuoco è stato sottovalutato e l’intervento è stato tardivo – dice Antonello Atzeni, sindaco di Nurri, il comune più devastato –. Le fiamme sono divampate alle periferia di Isili, in un terreno di stoppie, nei pressi dell’azienda di Salvatore Pala, presidente della cooperativa pastori di Nurri, già presa di mira durante la stagione altre due volte dai piromani. Il rogo si è subito esteso ed è diventato incontenibile. I primi mezzi aerei sono intervenuti solo dopo due ore».
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I comuni di Nurri, Isili, Villanova Tulo e Serri si sono attivati per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Intanto, ieri un nuovo incendio è scoppiato nel territorio di Guspini, anche questo di sospetta origine dolosa. Sul posto hanno operato due elicotteri e un Canadair.
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